Saranno brevi flash che mi serviranno a ricordare e a riflettere sui libri che ho letto, e magari a offrire agli eventuali passanti un piccolo spazio per confrontarsi su autori e titoli che hanno apprezzato (o anche no, il bello della lettura è che ognuno è solo con il libro e i propri gusti, propensioni, idiosincrasie ed esperienze).

Il volumetto di Wilcock è una raccolta di ritratti di pazzi, burloni, furfanti e idealisti, accomunati dall’eccezionale entusiasmo nelle loro intenzioni di cambiare, aggiustare, sistemare il mondo intero.
Siamo dalle parti dell’800 creativo e positivista, epoca di grandi trasformazioni, attraversati da tempi decisamente infiammabili e con una risposta allo shock del futuro che vira sempre più spesso al meraviglioso, con un accozzaglia di filosofi, scienziati, inventori, dilettanti e professionisti, improvvisati o con decenni di studi alle spalle, costantemente immortalati a occhi sgranati ad aspettare e preparare quel che di nuovo arriverà domani (dopodomani, al massimo…).
La sensazione durante la lettura è stata spesso quella di sbirciare una sorta di facebook antelitteram, con le idee più scriteriate fianco a fianco a ipotesi ponderate e ricercate con un acume certosino. E senza lo spazio commenti.
Erano tempi ingenui, certo, ma che energia!
(Per la lettura della La sinagoga degli iconoclasti devo un ringraziamento a Jacopo Berti, e all’ottima recensione del suo blog).
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