22 giugno 2015

Zona 42 - Le altre copertine di Arresto di sistema

Questo post compare in mirror sul sito di Zona 42. Lo posto anche qui per permettere ai passanti di esprimere la loro opinione nello spazio commenti. Buona lettura! 


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Per le copertine dei romanzi di Zona 42 abbiamo cercato di percorrere sin dalle nostre prime uscite una strada diversa da quella che tradizionalmente accompagna l'editoria di genere. L'iconografia classica dei romanzi di fantascienza, per come si è sviluppata negli ultimi decenni, prevede immagini di astronavi, uomini o donne più o meno armati e scenari spaziali o di pesante urbanizzazione, nelle due varianti: notturna e pericolosa o diurna e scintillante. Noi abbiamo preferito puntare su immagini che privilegino la suggestione di un'atmosfera, che evochino il contenuto del libro senza voler anticipare sin dall'illustrazione di copertina un qualche aspetto della trama. Il nostro obiettivo è incuriosire quel lettore poco avvezzo a un romanzo di genere, che guarderebbe con sospetto la solita copertina di fantascienza.

Con queste premesse, vediamo qual è stato il percorso che ha portato alla realizzazione della copertina di Arresto di sistema.  

Halting State (questo il titolo originale del romanzo di Charles Stross uscito il mese scorso per la nostra casa editrice) è una storia che fonde suggestioni geek e indagine poliziesca in una vicenda che mescola abilmente l'ambientazione scozzese con il mondo dei giochi on-line. La ricchezza di temi e le caratteristiche ibride del testo hanno reso pittosto complessa sia la scelta del titolo italiano che quella dell'immagine di copertina.
 Qui di seguito vi presentiamo un paio delle copertine scartate in corso d'opera. Ve le mostriamo con un doppio intento: incuriosirvi con un giro dietro le quinte del lavoro che si svolge nella nostra piccola realtà editoriale e verificare se le strada che abbiamo deciso di percorrere è condivisa da chi ci segue.



Prima ancora di decidere il titolo italiano del romanzo abbiamo provato a impostare la copertina con un paio di scatti fatti per le strade di Edimburgo. Tra le varie opzioni messe a confronto questa che vedete qui sotto era la copertina che inizialmente ci sembrava più interessante.

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Nella foto si vede uno scorcio del centro storico della città scozzese a cui è stata sovrapposta una grafica che, nelle nostre intenzioni, doveva richiamare l'esteso utilizzo che si fa nel testo delle tecnologie per la realtà aumentata: ci sono quindi orchi e uomini in nero, come nella miglior tradizione videoludica e le coordinate precise del luogo rappresentato nell'immagine. Per coerenza con le altre copertine si è deciso di mantenere l'immagine monocromatica (o quasi) e arricchirla con l'inserimento di particolari di altri scatti fotografici.
Il concetto della copertina ci è piaciuto da subito, ma la sua realizzazione non ci convinceva. L'immagine finita ci sembrava un po' troppo piatta e banale rispetto agli standard che ci siamo dati. Secondo noi insomma questa copertina non avrebbe attirato più di uno sguardo superficiale, senza riuscire davvero a catturare la curiosità del potenziale lettore. 

 Abbiamo quindi deciso di cambiare strada, scegliendo di dare maggior risalto a uno dei temi del romanzo: il mondo dei giochi, declinato sia nelle suoi sviluppi in rete sia nel suo impatto sulla vita quotidiana dei protagonisti della vicenda. In questo senso ci è parsa una buona idea abbandonare il titolo originale per dare sin dalla copertina un forte segnale al lettore.  

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La copertina che vedete qui sopra è una delle numerose varianti che abbiamo sviluppato cercando il miglior compromesso tra segno grafico e immagine fotografica.
A parte ogni considerazione sul titolo, il difetto maggiore di questa copertina, che alla fine ci ha portato a scartarla, sta nella sua poca coerenza rispetto al progetto grafico che contraddistingue i libri di Zona 42.

Nella copertina di In Gioco l'impatto della grafica subordina ogni altro aspetto dell'impaginato rendendola, per quanto potente ed esteticamente gradevole, troppo diversa dal nostro standard, sia dal punto di vista del tipo di impostazione, sia da un punto di vista concettuale: la quantità di informazioni espresse da questa copertina la allontana dall'idea di produrre immagini suggestive e misteriose così come già fatto per gli altri nostri volumi.

A questo punto siamo ritornati indietro, all'idea iniziale di utilizzare un'immagine che da sola potesse dare un messaggio potente e d'impatto senza risultare didascalica.
Abbiamo scelto l'immagine che è andata in stampa per le indubbie capacità evocative che la caratterizzano: il rosso e il nero suggeriscono mistero e violenza, il movimento, implicito nello scatto, esprime velocità e allarme, la sua indeterminazione è tecnologia e futuro. Insomma, l'immagine ideale per presentare Arresto di sistema ai suoi potenziali lettori.

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27 maggio 2015

Visioni: Mad Max Fury Road


Se cercate una recensione come si deve mi sa che dovete andare da qualche altra parte: purtroppo non ho più il tempo necessario ad articolare in maniera compiuta interessante e completa la mia opinione sui film che vedo o sui libri che leggo.
Ma un amico mi chiede cosa penso di Fury Road e allora mi tocca rianimare il blog e buttar giù due righe su un film che mi ha colpito come da tempo non mi accadeva per una pellicola di questo genere.
Mad Max Fury Road è la sublimazione definitiva del film d'azione contemporaneo: prendete le migliori pellicole degli ultimi vent'anni e togliete tutto il superfluo (niente chiacchiere o battute, nessuno spiegone, nessun roboante colpo di scena o predicozzo morale, zero scorciatoie), quel che rimarrà sarà una cosa che non avete mai visto prima pur avendola vista un milione di volte. Un capolavoro: Fury Road.

Per trovare qualche film che regga il paragone con la potenza e l'intensità di questo mi tocca andare indietro coi ricordi ai primi western di Sergio Leone, ma Fury Road è il film di un Sergio Leone dopato e femminista: George Miller, fortunatamente.

Se non lo avete ancora visto, fatelo: vale ogni istante trascorso in sala.

10 marzo 2015

Ultime notizie dalla Zona

Pubblico in mirror con il sito di Zona 42 questo post con cui vogliamo aggiornare i nostri lettori sulle ultime notizie che riguardano l'attività della nostra casa editrice. Buona lettura!

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È da qualche tempo che non dedichiamo un post a quel che stiamo combinando per Zona 42. Rimediamo oggi, con un riassunto di quel che abbiamo fatto nelle ultime settimane e con qualche notizia su quel che ci aspetta nell'immediato futuro.

Partiamo con Dimenticami Trovami Sognami. Il romanzo di Andrea Viscusi sta andando piuttosto bene, sia per come è stato recepito dai lettori (in fondo alla pagina dedicata al romanzo trovate una panoramica delle numerose recensioni che abbiamo trovato in rete), sia dal punto di vista delle vendita. Non stiamo parlando di chissà quali cifre, ma averne venduti più di un centinaio di copie a poco più di un mese dall'uscita (senza contare quelle distribuite in libreria per cui non abbiamo ancora riscontri) è un risultato che ci soddisfa. Dopotutto stiamo parlando di fantascienza italiana, con tutto l'inevitabile (a quanto pare…) fardello di pregiudizi che questo genere di proposta narrativa si porta sulle spalle.
DTS Miskatonic 3_LRCon Andrea Viscusi abbiamo presentato il romanzo alla fine di febbraio alla Miskatonic University di Reggio Emilia. È stata la prima uscita pubblica ufficiale del libro e il risultato è stata una splendida giornata in compagnia dei lettori che frequentano quel piccolo miracolo che è la libreria che Giulia e Andrea hanno aperto qualche mese fa nella città emiliana.
Avere la libreria piena, con una partecipazione attiva, curiosa e a tratti entusiasta del pubblico è stato davvero bello. Se volete conoscere il punto di vista dell'autore sulla sua esperienza reggiana, vi rimandiamo al blog Unknow to Millions, dove Andrea ha caricato un dettagliato report della giornata.

Rimanendo in tema DTS, abbiamo apportato qualche modifica alla pagina dedicata al romanzo: ora è possibile acquistare il volume cartaceo in combinata con la versione digitale e, per chi lo desiderasse, è anche possibile ordinare il volume autografato dall'autore (se poi volete anche una dedica personalizzata non avete che da comunicarcelo al momento dell'ordine).

 A proposito del tema vendite, stiamo lavorando per rendere più agevole l'acquisto dei nostri libri, introducendo un sistema di carrello per permettere ai lettori di ordinare in un'unica soluzione titoli diversi del nostro catalogo. Rimanete sinonizzati su queste frequenze, che nel giro di qualche giorno dovremmo essere finalmente in grado di apportare anche questa miglioria al sito.



Un altro argomento che ci sta parecchio a cuore in questo periodo è il Premio Italia.

Pashazade Cop 221x300A fine febbraio sono scaduti i termini per presentare le candidature nelle varie categorie in cui è diviso il Premio e la settimana scorsa sono stati rivelati i finalisti. Zona 42 non ha avuto un numero sufficiente di segnalazioni per qualificarsi per la finale in molte delle categorie in cui poteva partecipare (per la verità Silvia Castoldi è arrivata in finale per la categoria traduttori, ma più per meriti personali che per l'ottimo lavoro realizzato con la versione italiana de Il Sole dei soli), ma grazie al sostegno dei nostri lettori siamo riusciti a piazzare Pashazade nella cinquina finalista per il prestigioso titolo di miglior romanzo di fantascienza uscito in Italia nel 2014.
Il termine per votare il vincitore del Premio Italia scade il 15 marzo, chiediamo quindi a tutti gli appassionati di sostenere il nostro progetto e portare con il loro voto il romanzo di Jon Courtenay Grimwood alla vittoria.
Ricordiamo che il Premio Italia verrà assegnato sabato 2 maggio, in occasione della StarCon che si svolgerà a Bellaria per tutto il primo fine settimana di maggio. Noi ci saremo e ci auguriamo di incontrare i nostri lettori per chiacchierare in loro compagnia di fantascienza e dintorni.



Cosa ci aspetta nei prossimi mesi? Oltre a partecipare alla principale convention italiana dedicata al fantastico (il già ricordato appuntamento di Bellaria) stiamo lavorando per riuscire a organizzare qualche altra presentazione in giro per l'Italia. Anche in questo caso non mancheremo di informarvi non appena avremo notizie certe.

Di sicuro c'è invece l'uscita del nostro prossimo romanzo. Per la fine di aprile uscirà infatti la traduzione italiana di Halting State, formidabile romanzo di Charles Stross ambientato nella Edimburgo del prossimo futuro, tra orchi rapinatori, indagini poliziesche, minacce globali e suggestioni geek, per un testo che unisce la brillantezza della scrittura di Stross (ottimamente resa dalla traduzione di Marco Piva-Dittrich) a una densità di idee ed invenzioni che a pochi uguali nel panorama fantascientifico contemporaneo.
Stiamo decidendo in queste settimane il titolo italiano da dare al romanzo e la grafica di copertina (come sempre in questi casi, il dibattito in casa editrice è particolarmente acceso!) che annunceremo in pompa magna non appena sarà pronta.

A seguire ci sarà un'inversione delle uscite previste dei nostri due prossimi titoli. A causa degli impegni dei traduttori che abbiamo scelto per i romanzi di Grimwood e Schroeder, abbiamo preferito anticipare a inizio estate l'uscita di Effendi, il secondo titolo di Jon Courtenay Grimwood con protagonista Ashraf Bey, mentre Queen of Candesce, il romanzo di Schroeder ambientato nell'universo di Virga, uscirà a fine estate/inizio autunno.

Per concludere questa carrellata di informazioni, non ci rimane che ringraziare tutti gli appassionati che ci hanno sostenuto in questo primo anno di attività. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma senza l'entusiasmo che ha circondato ogni nostra uscita, senza la passione percepibile dei nostri lettori, avremmo fatto molta più fatica a fare quel che abbiamo fatto. Per i prossimi mesi ci auguriamo che il vostro sostegno non ci venga mai meno, e che il nome di Zona 42 venga sempre più percepito come sinonimo di passione e qualità, di proposte letterarie ricolme di meraviglia, in grado di soddisfare anche il più esigente dei lettori là fuori.

Buone letture!

12 gennaio 2015

Dimenticami Trovami Sognami: la copertina

Dopo averla rivelata in anteprima sul sito di Zona 42, vi presento anche qui la copertina che abbiamo preparato per la versione cartacea di Dimenticami Trovami Sognami, di Andrea Viscusi, in uscita alla fine del mese.

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Dimenticami Trovami Sognami è primo romanzo di Andrea Viscusi.
Andrea ha iniziato a scrivere nel 2008, pubblicando racconti in antologie di vari editori (Edizioni Della Vigna, Edizioni Scudo, Edizioni XII) e classificandosi nelle prime posizioni in concorsi di livello nazionale (Trofeo RiLL, Premio Robot, Premio Giulio Verne). Nel 2013 ha pubblicato Spore, la sua prima raccolta di racconti.

Per presentare il romanzo usiamo le parole dell'autore: "Dimenticami Trovami Sognami è una storia che si sviluppa su più fronti, tra loro collegati, e tratta di temi diversi ma anch'essi interdipendenti: l'esplorazione spaziale (ma non quella convenzionale), i sogni, gli universi alternativi (cioè, non proprio, ma mettiamola in questi termini), il potere creativo/distruttivo dell'intelligenza, e altre quisquilie tipo l'origine del cosmo, la superstoria dell'universo, la definizione di realtà e così via."

Quello di cui Andrea Viscusi non parla è la sensibilità da grande autore con cui miscela queste tematiche in una trama ricca di elementi emozionanti, tra personaggi indimenticabili e sviluppi inattesi. Dimenticami Trovami Sognami è un romanzo piuttosto originale nel panorama fantascientifico nazionale, un'opera che non temiamo di mettere alla pari con quanto di più notevole ci viene proposto dalla fantascienza straniera, ma con l'aggiunta di un inconfondibile e originale tocco nostrano.

Dimenticami Trovami Sognami
è arricchito da una riflessione di Elvezio Sciallis che, avendo già apprezzato la narrativa breve di Andrea Viscusi, introduce il lettore alle suggestioni e alle atmosfere che caratterizzano il romanzo.

Dimenticami Trovami Sognami
sarà disponibile sul sito di Zona 42, in versione cartacea e in versione digitale, a partire dalla fine di gennaio, oltre che in tutte le librerie che supportano il progetto della casa editrice, e sui principali store on-line. Se pensate che la vostra libreria di fiducia possa essere interessata ai nostri volumi non esitate a informarci: provvederemo a contattare il libraio.

01 gennaio 2015

2014: un anno di letture

Quest'anno il blog ha marcato male… Colpa del progetto Zona 42, naturalmente, che mi ha costretto ad abbandonare queste pagine per concentrarmi sul lavoro editoriale necessario per realizzare i nostri libri, farli conoscere, distribuirli.
Nessun rimpianto, chiaro, che  mai come quest'anno per me i libri e la lettura son diventati tanto importanti. Zona 42 ha bisogno di cure costanti e attenzione, ma in questi giorni ho avuto qualche ora di tempo libero in più e ho pensato bene di riepilogare tutte le letture dell'anno, che mi mancano i post che dedicavo ai libri letti, se non per confrontarmi con altri compagni lettori, almeno per non perdere traccia dei sentieri librari che mi è capitato di percorrere.

Di conseguenza questo sarà un post over-size, che in un colpo solo sono elencati tutti i titoli letti nel 2014. Tutti, o quasi, che mancano i libri letti per lavoro (quelli editi da Zona 42, e quelli letti con la prospettiva di una prossima pubblicazione).
Via che si parte! L'ordine è quello progressivo di lettura (salvo dove compare più di un titolo per autore).


Sarah Canary, di Karen Joy Fowler
L'anno non poteva partir meglio. Sarah Canary è un capolavoro, e c'è poco altro da aggiungere. A cavallo tra mainstream e fantascienza (la classificazione dipende da quali sono i riferimenti principali del lettore) è un romanzo complesso e indimenticabile. Mi piacerebbe riuscire a farlo tradurre un giorno per Zona 42. Se ne parlo pubblicamente (al contrario di altri libri letti nel corso dell'anno il cui giudizio preferisco tenere per me) è perché se anche un altro editore si proponesse di pubblicarlo ne sarei solo felice.


Robot 65
Di questo numero di Robot m'è rimasto impresso il racconto Things, di Peter Watts, acuta e brillante rivisitazione in una storia classica dall'unico altro punto di vista possibile.


The Carhullan Army, di Sarah Hall
Notevole romanzo di fantascienza distopica, The Carhullan Army racconta di una comunità femminile che mette in atto le più dverse strategie di sopravvivenza in un mondo sconvolto da cambiamente climatici e sociali. Grandi personaggi e suggestioni politiche in primo piano, per un romanzo profondamente inglese.

La voce dall'aldilà
, di Connie Willis
Lettura piacevole, come spesso accade con le opere di Connie WIllis, che non lascia però traccia nella memoria. Sarà che a me medium e compagnia bella (da qualunque punto di vista si vogliano raccontare) non riescono proprio ad appassionarmi.

Queste oscure materie, di Philip Pullman
Con la scusa di doverlo leggere per poterne poi parlarne con mio figlio, che se l'è goduta alquanto, in realtà erano anni che la trilogia di Pullman aspettava paziente il suo turno. Mi è piaciuto il piglio originale dell'autore e il tentativo di uscire dai clichés del genere (o meglio, di utilizzarli come grimaldelli per un obiettivo più ambizioso). Ha qualche difetto ma è una lettura formidabile che consiglierei a qulsiasi ragazzino là fuori.

Un anno nella città lineare, Paul di Filippo
Mi aspettavo molto di più da questa novella di Paul Di Filippo, che continuo a considerare uno degli autori di narrativa breve più originali nel panorama fantascientifico internazionale. Un anno nella città lineare m'è parso invece fin troppo schematico e tradizionale, tanto da rendere ben poco appassionante la lettura.

Costa sottovento, di Patrick O'Brian
Seconda puntata della saga di Aubrey e Maturin, tra impicci burocratici, battaglie navali e pene d'amore.
Confermo l'opinione espressa l'anno scorso al termine di Primo comando: gran bella lettura!

L'elenco telefonico di Atlantide, di Tullio Avoledo
Nonostante le numerose voci che me l'hanno ripetutamente consigliato, non avevo ancora letto nulla di Tullio Avoledo. Ho rimediato quest'anno con il suo primo romanzo. Avoledo scrive bene, i suoi personaggi sono credibili così come il contesto in cui si muovono, se la lettura non mi ha lasciato entusiasta dipende probabilmente dal fatto che a me le storia complottistiche mi annoiano in fretta. Il ritratto che l'autore traccia della vita aziendale vale però da solo il prezzo del biglietto.

Il fantasma di Laika e altri racconti
Il fantasma di Laika e altri racconti è il titolo del  consueto best of annuale che Urania dedica ai migliori racconti usciti, in questo caso, nel 2012.
Tra tutti i notevoli esempi di fantascienza breve raccolti dal duo Hartwell & Cramer mi hanno colpito quello che da il titolo alla raccolta, scritto da Karl Schroeder e L'artista di guerra, di Tony Ballantyne. Entrambi storie di conflitto ambintate nel prossimo futuro, entrambe storie che combinano notevoli ritratti di personaggi a scenari piuttosto originali.

Il palazzo del mutante, di Tim Powers
Ho inseguito questo romanzo per parecchi anni prima di riuscire a leggerlo (grazie Sandro!), che la fama che circonda l'autore mi attirava come una calamita. Saranno state le aspettative troppo alte, ma Il palazzo del mutante non mi ha convinto. L'ho trovato un po' datato nei ritratti dei personaggi e delle situazioni in cui si muovono, che puzzano di anni '70 già dalle prime pagine. Non che sia un brutto romanzo, anzi, solo che quella narrata da Powers non è il mio genere di storia.
Che ne è stato di te, Buzz Aldrin? di Johan Harstad
Uno dei migliori libri dell'anno. Una storia di disagio ed emarginazione narrata con una trasparenza, una delicatezza e una ricchezza davvero rara. Romanzo nordico, dunque freddo e perfettamente calibrato, ma che scalda il cuore, pagina dopo pagina. Nota di merito alla traduzione dal norvegese di Maria Valeria D’Avino.

Piste di guerra, di Lucius Shepard
Altro libro in attesa da eoni sugli scaffali elettronici del mio lettore. Precipitare nelle pagine di Piste di guerra è stato come tornare indietro nel tempo, e ritrovare una delle voci più significative delle mie letture anni '80. Ma non c'è nulla di invecchiato in questa storia, che si ferma giusto a metà strada tra Ballard e il realismo magico sudamericano.

Palinsesto, di Charles Stross
Io adoro Charlie Stross, ma sono sempre più convinto che la sua densità di scrittura (il tasso di idee per centimetro quadrato dei suoi libri è tra i più elevati in assoluto!) abbia bisogno del respiro di un romanzo, che invece nella misura della novella, come in questo caso, risulta eccessivamente compressa. Leggere Palinsesto è come fare un giro sulle montagne russe dell'immaginazione. Grandi soddisfazioni, ma troppo veloci… 

Il porto degli spiriti, di John Ajvide Lindqvist
Altro romanzo dell'anno. Il porto degli spiriti è una storia straordinaria di magia ed orrore quotidiano, condita di parecchio amore tra le righe. Dovendo scegliere un solo libro nell'elenco dlle letture del 2014, bé, probabilmente questo è quello che consiglierei alla maggior parte dei lettori.

L'inconfondibile tristezza della torta al limone, di Aimee Bender
Di questo libro ho parlato qui, una piccola delusione, forse, ma ben scritta, però.

Hunger Games, La ragazza di fuoco, Il canto della rivolta, di Suzanne Collins
Altra trilogia letta su richiesta di mio figlio. Fatti i dovuti distinguo, che fondamentalmente si tratta solo di sottolineare il target specifico a cui sono destinati questi romanzi, la trilogia della Collins è davvero un ottimo esempio di fantascienza distopica, che ha il pregio non indifferente di aver sdoganato la fantascienza presso un pubblico di lettori che manco sapeva esistesse (e che in molti casi continua ad ignorarlo, purtroppo).

Acqua buia, di Joe R. Lansdale
Accidenti Big Joe, quand'è che ti rimetti a scrivere con la voglia e l'energia e la passione dei vecchi tempi? Non ne posso più di leggere la solita storia di ragazzi in fuga in un mondo cattivo. Io continua a fare il tifo per te, ma tu datti una mossa!

Il defunto signor Gallet, Il cavallante della "Providence", di Georges Simenon
L'anno scorso ho finalmente dato una chance a Simenon, e 'mo chi mi ferma più? Anche questi due romanzi non mi hanno deluso, un po' per la sensazione di genuino viaggio nel tempo, un po' per il plot complesso che li caratterizza, un po' perché in fondo Maigret è un gran bel personaggio.

The Last Policeman, Countdown City di Ben H. Winters
Mi manca giusto il capitolo conclusivo di questa trilogia pre-apocalittica che è forse la miglior sorpresa dell'anno.
Nei giorni che precedono la catastrofe (un meteorite è in rotta per la Terra, e non c'è proprio nulla in grado di salvarci), Winters dipinge un ritratto credibile e pacato, terribile e appassionante della provincia americana alle prese con il disastro. Ma è il protagonista di queste storie, Hank Palace, l'ultimo poliziotto, ostinatamente legato ai suoi compiti mentre tutto va in rovina a rendere memorabile la lettura di questi romanzi. Non vedo l'ora di leggere World of Trouble, che a sentir chi l'ha già finito pare essere il romanzo migliore della trilogia.

Zona Uno, di Colson Whitehead
Ho avuto più di un dubbio prima di cominciare Zona Uno. Colson Whitehead ha scritto John Henry Festival che per me è uno dei migliori libri letti negli ultimi quindici anni, ma ha anche L'intuizionista, una delle peggiori ciofeche mi sia capitata in mano negli ultimi quindici anni.
Quando un autore simile prende a prestito i canoni del genere c'è da esserne preoccupati. Per fortuna Zona Uno è un ottimo romanzo, che prende il meglio della letteratura zombesca e di quella, diciamo, mainstream. Ogni tanto si incarta un pochino su se stesso, ma ne esce sempre con grande maestria. L'unico dubbio che mi rimane è perché gli zombie non si chiamano zombie, ma son dettagli.
Vizio di forma, di Thomas Pynchon
Pynchon è uno dei pochissimi maestri della letteratura contemporanea. Ogni suo romanzo è un evento, e Vizio di forma non fa eccezione. Il libro si legge che è un piacere (non c'è da sputar pallini come spesso accade con i testi di Pynchon), se non mi ha entusiasmato e forse per il suo ritratto di un'epoca che per me non ha alcun significato mitico (gli anni tra la fine dei '60 e i primi '70 del secolo scorso, ci risiamo!), ma non vedo l'ora di vedere il film che ne ha tratto Anderson, che rischia - caso raro - di essere addirittura migliore dell'originale.

Shantaram, di Gregory David Roberts
Di Shantaram ho già parlato qui: la peggior lettura dell'anno. Senza dubbio.

Tiroide, di Marco Parlato
Mi incuriosiva questo libretto. Non so come mai ha attirato la mia attenzione, certo la familiarità con il problema del protagonista ha contribuito, ma forse è stato anche il progetto editoriale di Gorilla Sapiens (sapete com'è, tra piccoli editori ci si annusa a vicenda…). Il romanzo non è niente di indimenticabile: una lettura piacevole che, purtroppo per l'autore, sa di già letto sin dalle prime pagine. O forse sono io che sono insofferente verso le storie dei 20/30enni in cerca di se stessi…

Mappe e leggende, di Michael Chabon
Ho letto due soli volumi di saggistica quest'anno, ed entrambi si occupano di libri. Questo di Michael Chabon è davvero figo, racconta, analizza e riassume meglio di quanto mi sia mai capitato di trovare tutti i motivi per cui leggere letteratura di genere è fonte di gran godimento! Motivo più che sufficiente per consigliarne la lettura a tutti i passanti.

L'ordine di Babele, di Flavio Villani
L'ordine di Babele è un romanzo oltremodo ambizioso: per l'uso del linguaggio, per la ricchezza espressiva che non oltrepassa mai la soglia del virtuosismo fine a se stesso e che diventa un tratto distintivo del testo, per lo sviluppo che tocca Vietnam, Iraq, Francia, Italia e Stati Uniti. Ci sono però un paio di aspetti che ho fatto davvero fatica a digerire: penso ai dialoghi che mi son parsi spesso pretenziosi, e in qualche modo sbagliati e al modo decisamente romanzesco (inteso qui in senso non propriamente elogiativo) che l'autore sceglie per collegare Emanuelle, la protagonista del romanzo, alla sezione americana della vicenda.
Detto questo L'ordine di Babele merita senz'altro la lettura, che è raro veder riuniti nello stesso romanzo trama complessa (e riuscita!), stile personale e densità d'informazione. Complimenti a Flavio Villani!

The Night Life of the Gods, di Thorne Smith
Mi piace ogni tanto il recupero storico di testi perduti, che mi sono stati segnalati nel tempo da vari amici (qui non ricordo se devo ringraziare Davide o Marco, ma tant'è…). The Night Life of the Gods è uno spassoso viaggio negli anni '30, con gli dei greci che tornano alla vita per darsi al gozzoviglio e allo spasso tra New York e la campagna. Con elfette sexy e scienziati a corredo e complemento. Molto divertente!

Robot 66
Questo numero di Robot parte subito col botto, ovvero con Golia, un racconto di Neil Gaiman, che come sempre riesce a tirar fuori il meglio anche dalla storia più trita. Altra storia da ricordare in questo numero della rivista Deols è quello di Stefano Andrea Noventa, intitolato Non lo saprai mai, storia di universi alternativi, violenza e redenzione che colpisce al cuore il lettore.

Dettato, di Sergio Peter
Libretto che mi ha incuriosito dopo aver letto qualche recensione in rete. L'editore lo definisce "romanzo", dal mio punto di vista è un insieme eterogeneo di scritti, memorie, racconti famigliari che hanno al centro la vita nella piccola comunità di Grandola e dintorni, alpi lombarde. Le storie di Sergio Peter sembrano appartenere a un'epoca lontana, nobilitate come sono dalla scrittura ispirata dell'autore, ma sono in realtà accadute l'altro ieri. Nel complesso Dettato suona troppo nostalgico e rivolto al recupero del passato per essere quel libro prezioso che avrebbe potuto essere. Le intenzioni di Peter sono meritorie, purtroppo degne del paese per vecchi che siamo diventati.

L'Estate Segreta di Babe Hardy, di Fabio Lastrucci
Il romanzo di Fabio Lastrucci è decisamente meglio di quanto mi aspettassi dopo averne letto la sinossi (Stanlio & Ollio in versione succhiasangue, a spasso per le strade di Hollywood). Il miglior pregio de L'Estate Segreta di Babe Hardy è l'evidente competenza e la passione che l'autore mette nel descrivere personaggi e ambienti del periodo, il difetto maggiore è la scarsa coerenza del tono della narrazione, incerto se mantenere ben saldi i piedi nel racconto biografico virato nell'orrore o se invece percorrere la complessa strada della commedia. L'incertezza dell'autore diventa quella del lettore che non sa bene quanto prendere sul serio una storia che avrebbe meritato ben altra visibilità.

Non sperate di liberarvi dei libri, di Umberto Eco & Jean-Claude Carrière
Una chiacchierata in compagni di due vecchi signori, assai competenti e pieni di saggezza sul ruolo del libro, del suo destino, della sua storia, con una ricca anedottica per rendere ancor più piacevole la lettura.

Libriomancer, di Jim C. Hines
Quando non basta un'idea meravigliosa per rendere indimenticabile un romanzo. Hines crea un mondo magico strepitoso, con la sua magia legata strettamente ai libri, alle loro storie, ai loro creatori. Peccato che la complessità della costruzione del mondo non si rifletta nella costruzione della storia (invero piuttosto normale) o nel carattere e nei rapporti dei personaggi, che non saltano mai davvero fuori dalle pagine per accompagnare il lettore nella vicenda. 

Cielo e ferro, di Italo Bonera & Paolo Frusca
Cielo e ferro è una raccolta di racconti che formano un affresco coerente di un futuro prossimo venturo di guerra e devastazione tra l'esercito integralista mondiale e i sopravvissuti della civiltà occidentale. Se il contesto è tutt'altro che originale, Bonera & Frusca riescono comunque a fare un ottimo lavoro grazie soprattutto all'ottima gestione di ritmo e personaggi. Se tutta la raccolta è invero potente e adrenalinica (con un tocco di amaro che non diventa mai eccessivamente retorico), alcuni racconti spiccano tra gli altri. Tra tutti i miei preferiti sono stati L'Unificatore, L'udienza e Meno di tre.

Solar, di Ian McEwan
Erano parecchi anni che non leggevo più Ian McEwan: dopo l'esperienza di Espiazione credevo non avesse ormai più nulla da dirmi. Solar invece, trovandosi a trattare temi confinanti con quelli del mio genere preferito, mi aveva parecchio incuriosito.
A fine lettura posso dire di essermi felicemente riconciliato con l'autore inglese. In Solar c'è tutto quel che di buono ci si può attendere da un romanzo di Ian McEwan: personaggi tratteggiati con una sensibilità non comune - per quanto sgradevoli possano apparire, rimangono comunque indimenticabili - riflessioni interessanti su scienza e società e cultura e istituzioni, una scrittura straordinaria per varietà di sfumature, che vanno dal farsesco al tragico, dal drammatico al grottesco, con qualche tocco di dolcezza quando meno te lo aspetti. Solar è un'altra delle migliori letture dell'anno.

Il chiosco, di Bruce Sterling
Il chiosco invece è stata una grossa delusione. Un racconto che ho trovato sfilacciato e inconcludente, zeppo di retorica alternativa, senza avere davvero qualcosa da dire, se non per quel tocco di esotismo dovuto a un'ambientazione inconsueta per un racconto di fantascienza anglosassone.









Bene, direi che è tutto. Se siete arrivati fino a qui, e volete magari condividere le vostre opinioni su qualcuno dei romanzi citati siete i benvenuti!

E visto che siamo ancora in tempo, auguro a tutti un 2015 meraviglioso come mai prima!



03 dicembre 2014

Zona 42 - Le copertine mancate

Questo post compare in mirror sul sito di Zona 42. Lo posto anche qui per permettere ai passanti di esprimere la loro opinione nello spazio commenti. Buona lettura! 

TreCopertineUno degli aspetti insieme pià piacevoli e complicati del lavoro editoriale necessario per realizzare i nostri volumi riguarda la scelta dell'immagine di copertina.
Quando siamo partiti con il nostro progetto abbiamo avuto subito ben chiaro che i nostri libri si sarebbero dovuti distinguere da quelli degli altri editori. Per permettere ai nostri potenziali lettori di riconoscerci nella massa di volumi disponibili in libreria abbiamo deciso di privilegiare una grafica di copertina uniforme per tutta la collana a prescindere dal titolo specifico che avremmo proposto e di allontanarci, per quanto possibile, dall'iconografia tradizionale che accompagna la letteratura di genere. Per presentare i nostri romanzi al pubblico volevamo immagini evocative che fossero coerenti al testo presentato ma che non ricalcassero in maniera didascalica un qualche aspetto del romanzo che accompagnavano. Per intenderci: niente astronavi, robottoni o eroi in posa plastica. Al posto del solito armamentario fantascientifico volevamo privilegiare una grafica che fosse più suggestiva che esplicita, in modo da incuriosire il lettore casuale piuttosto che attirare l'attenzione del tradizionale lettore di fantascienza che, immaginavamo, sarebbe già stato a conoscenza della natura del romanzo che gli stavamo proponendo grazie alla nostra presenza in rete e al passaparola degli altri frequentori del genere.

IlSoleDeiSoli Copertina betaDetto questo, le immagini le dovevamo pur scegliere, e se per Desolation Road la scelta è stata facile, che erano anni che la foto di quel binario aspettava paziente la possibilità di ilustrare il romanzo di Ian McDonald, già con Il Sole dei soli il percorso che ha portato alla grafica definitiva della copertina è stato più complesso. Il romanzo di Karl Schroeder avrebbe infatti dovuto inaugurare un ciclo e ci sembrava cosa buona e giusta caratterizzare anche in copertina l'appartenenza del romanzo all'universo di Virga.
La copertina che vedete qui a fianco rappresenta un passo del percorso che dopo modifiche e ripensamenti ci ha portato alla copertina definitiva. In quella che abbiamo poi effettivamente pubblicato abbiamo ridimensionato il riferimento a Virga, che risultava troppo ingombrante e disturbava con la sua presenza la percezione del titolo del romanzo. Abbiamo poi ruotato e pulito la fotografia, per rendere l'immagine più dinamica e quindi più consona alla stupefacente ambientazione creata da Schroeder.



Ma i problemi più interessanti (e le discussioni più accese!) ce li ha procurati Pashazade.
Il romanzo di Jon Courtenay Grimwood ha svariati motivi d'interesse: la componente fantascientifica, quella noir, un protagonista memorabile, l'ambientazione esotica. Riuscire a sintetizzare in un'unica immagine tutti questi elementi era compito sì entusiasmante ma anche piuttosto complesso. Annalisa, che ha curato il progetto grafico di tutta la collana de I libri dell'Iguana ha avuto il suo bel da fare per conciliare le spinte centrifughe delle proposte che arrivavano da noi di Zona 42. E se alla fine il risultato ci ha pienamente soddisfatto e anzi, supera le nostre pur alte aspettative, ci sembrava interessante rendere partecipi i nostri lettori di questo percorso, mostrare cosa si sono persi e spiegare le motivazioni che ci hanno portato a preferire la copertina scelta per presentare la nostra edizione di Pashazade.

Pashazade Cop 14x19 - Ashraf-1Pashazade Cop 14x19 - Ashraf-2

Le immagini che vedete qui sopra sono due tra le numerose varianti che si sono succedute lungo la strada verso Pashazade. Abbiamo fotografato un nostro amico e l'abbiamo fatto diventare il protagonista del romanzo, abbiamo aggiunto una prima versione della trascrizione in arabo del titolo e abbiamo aggiunto qualche suggestione mediorientale per contestualizzare l'immagine alla storia.
A colori o in bianco e nero, Ashraf Bey fa la sua porca figura, non trovate? Ma allora perchè escluderlo dalla copertina del romanzo di cui è indiscusso protagonista? Non è forse vero che uno sguardo come il suo ci avrebbe attirato l'attenzione di una buona fetta di pubblico che avrebbe altrimenti snobbato il nostro libro?
Ma poi, il nostro romanzo sarebbe piaciuti ai lettori e alle lettrici richiamati da quegli occhi in copertina? O non avremmo piuttosto ottenuto l'effetto contrario e allontanato quei lettori più interessati al contenuto del volume piuttosto che al contenitore?

Questi sono in rapida sintesi alcuni dei dubbi che ci ha posto questa copertina.
A questi dubbi si è accompagnata quella che, man mano che proseguivano le discussioni, è diventata una certezza: mettendo Ashraf in copertina non perdavamo forse quella coerenza grafica di cui tanto avevamo parlato prima di partire con il progetto Zona 42?

Il libro è uscito da un mese. In queste settimane abbiamo avuto modo di tastare sul campo le reazioni del nostro pubblico e siamo soddisfatti dall'aver constatato che la scelta adottata è stata accompagnata dai commenti positivi di tutti quei lettori con cui abbiamo avuto la fortuna di confrontarci.

In questi giorni stiamo iniziando a dibattere su quale sarà la copertina del nostro primo romanzo di fantascienza italiana che uscirà nei prossimi mesi. Se siamo piuttosto soddisfatti dell'aspetto dei nostri volumi, non ci dispiaceva però verificare con la platea più ampia della rete se anche voi, là fuori, condividete le nostre scelta.
Ogni opinione è benvenuta!

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08 ottobre 2014

Pashazade: la copertina

Ecco qui, anche nel mio blog, l'anteprima della copertina che Zona 42 ha preparato per la versione cartacea di Pashazade, di Jon Courtenay Grimwood, in uscita alla fine del mese.

Ogni commento è benvenuto!