08 ottobre 2014

Pashazade: la copertina

Ecco qui, anche nel mio blog, l'anteprima della copertina che Zona 42 ha preparato per la versione cartacea di Pashazade, di Jon Courtenay Grimwood, in uscita alla fine del mese.

Ogni commento è benvenuto!





27 settembre 2014

Dieci testi di saggistica

Provo a rianimare il blog riciclando su questa sponda uno di quegli elenchi per cui sono stato coinvolto su facebook.
Ecco quindi "l'elenco dei dieci testi di saggistica che ognuno si porta dietro nella sua esperienza di lettore". Ho partecipato volentieri a questa sorta di catena, un po' perché mi ha dato l'opportunità di scoprire titoli che non avrei mai considerato (quando vengono suggeriti da persone con cui ti pare di condividere qualche gusto lettererario e/o un qualche tipo di percorso comune, queste liste possono essere davvero interessanti), un po' perché m'ha dato modo di riguardare indietro al mio personalissimo percorso di lettore.

Sebbene io non sia un gran lettore di saggistica trovare dieci titoli non è stato poi così difficile, che i libri che seguono spiccano brillanti tra le letture che più hanno contribuito a formare la mia visione del mondo.

Ce n'è un po' per tutti i gusti: politica e musica, scienza e geografia, storia e sociologia. Per alcuni m'è capitato i parlarne in maniera un pochino più approfondita nel blog e il link porta al post di riferimento, altri sono letture precedenti alla nascita del blog stesso e quindi ciccia…

Se non li avete letti, leggeteli, che secondo me meritano. 

 
- Armi, acciaio e malattie, di Jared Diamond

Un libro fondamentale per capire come è messo il nostro pianeta e perché.

- Considera l'aragosta, di David Foster Wallace

Wallace pensa e scrive come nessun altro io abbia incontrato nell'ultimo decennio.

- Gli anarchici, di James Joll

Questo il posto in lista se l'è giocato con l'Autobiografia di Malcolm X, con la biografia del Che scritta da Jon Lee Anderson e, soprattutto, con La breve estate dell'anarchia di Hans Magnus Enzensberger. Ho scelto Gli anarchici, perché l'etica invincibile di un movimento sconfitto dalla storia è ciò che di meglio mi hanno lasciato queste letture.

- Gödel, Escher, Bach, un'eterna ghirlanda brillante, di Douglas Hofstadter

Un'esplosione di impulsi, stimoli e suggestioni. Un libro capace da solo di modificare la tua percezione della realtà.

- Guida ragionevole al frastuono più atroce, di Lester Bangs

Puoi non essere d'accordo con tutto quel che scrive, ma non puoi ignorare il rock'n'roll che suona forte tra le sue righe.

- Intelligenza e pregiudizio, di Stephen Jay Gould

Avrei potuto mettere un titolo a caso tra tutti quelli che ho letto, ho scelto questo perché forse è il suo libro più significativo. Stephen Jay Gould è scienza trasformata in parola e meraviglia.

- La leggenda dei monti naviganti, di Paolo Rumiz

Perché per me le montagne sono importanti, e a oggi questa è stata la miglior lettura per avvicinarle.

- L'anello di re Salomone, di Konrad Lorenz

Letto più di trent'anni fa, anche se non parla di gatti, è il libro migliore per avicinarsi alle bestiacce che ci circondano.

- Nel cuore della foresta, di Roger Deakin

Tante istantanee su panorami sconosciuti: boschi, foreste, alberi e legno che non ho mai visto, ma che ho sentito vicini come non mai.

- Sorvegliare e punire, di Michel Foucault

Ovvero, come siamo finiti come siamo finiti. Forse il volume più importante tra quelli presenti in questa lista.











03 settembre 2014

Visioni: Under the Skin

Under the Skin è un film eccezionale. Lo è per una serie di motivi. E non tutti hanno a che fare con la resa cinematografica della pellicola.
Per prima cosa è eccezionale che un film simile sia arrivato nei cinema. Ok, siamo ancora nella stagione estiva, e la concorrenza è quellla che è, ma non avrei scommesso un cent sulla possibilità che un film strutturato come questo di Jonathan Glazer, pur non avendo nulla di commercialmente attraente per il grande pubblico (avete presente cosa ci si aspetta, qui e ora, da un film di fantascienza, vero?), potesse arrivare nelle nostre sale.
Il merito è ovviamente di Scarlett Johansson, che presta nome, corpo e presenza scenica a un progetto che definire di nicchia è un chiaro understatement.

E Scarlett Johansson fa un lavoro eccezionale sul suo personaggio, con il suo corpo soprattutto, e con un viso e uno sguardo che forano lo schermo. Sia che il suo volto si illumini di un raro sorriso, che si interroghi silenziosa sul suo strano mestiere o che si perda nella disperazione di chi non ha nessun alternativa.

Under the Skin è un'eccezione anche nel suo essere una trasposizione cinematografica di un romanzo. Quante altre volte vi è capitato di assistere a un film che riesca a essere fedele al testo originale e al contempo decisamente superiore al suo corrispettivo cartaceo? Under the Skin (Sotto la pelle in italiano) è un romanzo di Michel Faber edito in italia senza etichette di genere, da Einaudi, una decina di anni fa. All'epoca della lettura mi sembrava l'esempio perfetto di come "il messaggio" dell'autore, insieme alla sua supponenza nel gestire temi e situazioni tipiche della letteratura di genere, potessere combinare un disastro narrativo (se volete approfondire, questo è il link alle mie note sul romanzo). Nella (ri)scrittura per il cinema di Under the Skin è stato eliminato tutto quel che di superfluo c'era nel romanzo, per concentrare l'attenzione dello spettatore sul destino unico della sua protagonista, riuscendo in questo modo a sublimarne la storia.



Under the Skin è fantascienza, ma non si preoccupa di doverlo dimostrare a ogni inquadratura. Ed è fantascienza che funziona proprio per quella qualità, tipica dei migliori esempi del genere, che consiste nel costringere il lettore a diventare parte attiva della narrazione, investendo in immaginazione per incassare in inquietudine e meraviglia.

Under the Skin è un film difficile, che appartiene idealmente a un'epoca cinematografica ormai tramontata, quella di Stalker, o dell'Uomo che cadde sulla Terra. Cinema ambizioso, alla ricerca di nuove formule espressive (o almeno di riportare sullo schermo formule espressive ormai desuete) che rischia di allontanare lo spettatore odierno per l'ambiguità voluta, la mancanza di spiegazioni e un senso di sospensione generato da una visione non immediatamente condivisa, o mediata, nella costruzione della vicenda.Non trovo molti altri esempi simili, oltre a quelli già citati, nella mia esperienza di spettatore. Piuttosto, se devo trovare una parentela ideale per l'aliena del film, mi viene in mente Sarah Canary, la protagonista dell'omonimo romanzo di Karen Joy Fowler.

Under the Skin funziona? A me la visione del film ha impressionato per la rappresentazione senza compromessi della diversità, di un'alienità intangibile ma allo stesso tempo permeabile, come in pochi altri film è dato trovare. Rivedersi negli sguardi, negli approcci, nella crescente curiosità della protagonista nei confronti dell'umanità fa quasi tenerezza, tanto più sottolineata dall'evidente indifferenza con cui viene raccolto il racconto delle nostre piccole storie, delle nostre piccole vite. Tutte storie normali, come i corpi che costellano gli spostamenti dell'aliena in giro per la Scozia. Storie come tanti piccoli semi, capaci di far crescere dubbi e curiosità e portare la protagonista all'impossibile rifiuto della sua stessa natura.

Unico punto debole del film è forse il finale, troppo facilmente speculare, che nega l'autonomia di una scelta e di un destino che la protagonista, alla fine del suo percorso, era ormai pronta ad accettare. Ma è un difetto minore in un progetto che spicca per l'attenzione al più minuto dettaglio (la camminata sbilenca della protagonista), la natura fredda e indifferente di una Scozia senza sole, le sue strade deserte e l'aria umida e poco ospitale di Glasgow.

E su tutto e tutti ancora Scarlett Johansson, che strega e cattura lo sguardo dello spettatore, per sedurlo e ingannarlo, in un gioco di reciproca fascinazione che non lascia speranze.

04 agosto 2014

Letture interrotte: Shantaram, di Gregory David Roberts

 Mumbay, Chhatrapati Shivaji Terminus - © Stefan H
Sono arrivato a leggerne più di un terzo (che sono poi 400 pagine!), ma non ne posso più.
C'è qualcuno là fuori capace di convencermi a proseguire?

Non che Shantaram non si legga agevolmente, la prosa di Gregory David Roberts è piana e sufficientemente suggestiva e la traduzione di Vincenzo Mingiardi gli rende piena giustizia, ma più vado avanti più il ritratto da supereroe (con superproblemi, come da tradizione!) del protagonista di questa autobiografia romanzata diventa insostenibile.

Passi che il buon Greg ci metta meno di due secondi da quando sbarca dall'aereo in India per diventare l'occidentale più amato di Bombay, passi che gli basti un sorriso, uno sguardo appena, per capire (e carpire!) l'umanità infinita di chiunque gli si presenti davanti e si faccia amici tutti quelli che incontra. Ma che nel giro di una settimana dal suo trasferimento nello slum ne diventi un punto di riferimento imprescindibile, che scambi rispetto e premure con gangster e poveracci (e chiunque altro, a pensarci bene…) e si intrattenga in piacevoli discussioni filosofiche con i signori del crimine della città, senza dimenticare le - oh! che romantico! - pene d'amore per la sua bella Karla, beh… mi pare giusto un filo eccessivo.

Mi aspettavo un romanzo sulla ricchezza e le contraddizioni dell'India, ero più che disposto a gustarmi anche un tocco di esotismo, ma soprattutto mi sarebbe piaciuto scorgere qualche tratto di verità, tra le pagine di questo - apparentemente - sontuoso romanzo fiume. E invece…

Per concludere posso permettermi un consiglio?
Se siete curiosi e volete esplorare il cuore di Mumbay, leggetevi piuttosto Giochi Sacri, di Vikram Chandra, che sta al romanzo di Gregory David Roberts come un Thali sta a un hamburger di McDonald's…

24 giugno 2014

Zona 42 va a Treviso


Sabato prossimo 28 giugno noi di Zona 42 saremo nei pressi di Treviso, alla libreria Lovat di Villorba, per presentare il nostro progetto.
Sarà l'occasione per presentare Desolation Road, per fare il punto sul nostro progetto editoriale e per chiacchierare di fantascienza, libri e letteratura con tutti gli appassionati.

Invitiamo tutti i lettori veneti (o di passaggio da quelle parti) a venirci a trovare, che poi magari si va a mangiare qualcosa in compagnia!

19 giugno 2014

Zona 42 e il crowdfunding

 Zona 42 e il crowdfunding Come alcuni di voi sanno Zona 42 è una realtà indipendente che titolo dopo titolo ha intenzione di conquistare un vasto pubblico e una riconoscibilità in libreria. Dall’inizio del progetto abbiamo sostenuto come il lettore e il libraio amico siano i nostri interlocutori principali, le persone che con il loro supporto possono accompagnarci per un lungo percorso.

Con questo presupposto abbiamo deciso di portare su Starteed, sito italiano di crowdfunding, il prossimo titolo in pubblicazione: Pashazade di Jon Courtenay Grimwood.
L'idea di utilizzare questo strumento di finanziamento dal basso è un banco di prova per valutare quanto le buone intenzioni da più parti espresse si possano trasformare in fatti, per rendere tangibile il passaparola della rete, utilizzando come strumento di diffusione i principali canali social.

Per questo motivo siete voi che state leggendo queste righe l’elemento fondamentale per il completamento della raccolta fondi.  
Zona 42 continua e continuerà a portare ottimi titoli in libreria, il crowdfunding deve essere uno stimolo in più per proseguire sapendo di avere a fianco persone convinte come noi.

Per il successo della raccolta è fondamentale tener presenti tre aspetti:
 - la diffusione del progetto dipende dal vostro aiuto: rilanciate il link Starteed, parlatene sul vostro blog, cliccate “mi piace”.
- la formula è “tutto o niente”: o si raggiunge la cifra indicata o non si prende nulla. Non possiamo perderci per la strada.
- i fondi vanno raccolti entro i primi di settembre, per questo motivo non esitate e partecipate immediatamente, se lo volete.

Abbiamo deciso di lanciare ora il progetto, anche se siamo a ridosso dell’estate: contiamo sul fatto che i lettori possano essere invogliati a contribuire mentre leggono gli altri nostri titoli sotto l’ombrellone.  

Questo è tutto, bando alle ciance, Pashazade vi aspetta!

11 giugno 2014

Zona 42: Presentazioni, programmi, prospettive

Pubblico anche sul blog il pezzo presentato sul sito di Zona 42 in cui facciamo il punto su quel che abbiamo combinato nelle ultime settimane e, soprattutto, su quel che arriverà nei prossimi mesi. Buona lettura!

Zona 42 testataIn queste ultime settimane siamo stai piuttosto indaffarati, tanto da non riuscire ad aggiornare tempestivamente il sito con le ultime novità, già annunciate all'ItalCon e nell'ultima presentazione che ci ha visto protagonisti a Modena.

Presentazione ItalCon (blog)Ma andiamo con ordine. Alla fine di maggio si è tenuta a Bellaria la quarantesima ItalCon, che rappresenta il più importante appuntamento annuale per gli appassionati di fantascienza. Come ormai da qualche anno, la convention si svolge in abbinamento alla SticCon e alla YavinCon, che sono invece gli eventi che radunano rispettivamente gli appassionati di Star Trek e Star Wars. Per qualche riflessione a margine della nostra partecipazione vi rimando al post precedente, nello spazio commenti potete trovare anche un'interessante discussione a proposito della natura di questo tipo di incontri.

EmilyBookshop 4 LRSabato scorso abbiamo invece presentato Desolation Road a Modena, grazie all'ospitalità di Emily Bookshop, una piccola realtà indipendente che ha da poco aperto i battenti. Elisa, la libraia padrona di casa, ha organizzato le cose per bene e ci siamo trovati in una libreria piena ad ascoltare Chiara Reali, la traduttrice del romanzo di Ian McDonald, che ha letto da par suo un estratto del romanzo, lasciando il pubblico a bocca aperta grazie a un'interpretazione del testo davvero emozionante. A seguire abbiamo parlato in lungo e in largo del romanzo, del "curioso destino della fantascienza in Italia", delle prossime uscite e di quel che ci piacerebbe proporre nei prossimi mesi. L'aspetto più soddisfacente della serata è stato confrontarsi con un pubblico che era al 90% del tutto digiuno di letteratura fantascientifica: vedere la curiosità e l'interesse che ci hanno dimostrato ci ha lasciati con qualche speranza in più riguardo al futuro del nostro percorso. Qui abbiamo caricato qualche foto dell'incontro.

Ma si parlava di novità, ed ecco dunque il momento di annunciare anche sul nostro sito quali saranno i prossimi titoli che andranno ad arricchire il nostro catalogo.

Per la fine di giugno è attesa la pubblicazione de Il Sole dei soli, di Karl Schroeder, tradotto da Silvia Castoldi e Marco Passarello, con un introduzione di Davide Mana. A breve vi mostreremo la copertina, e parleremo più diffusamente del romanzo.

Grimwood_PashazadeA ottobre uscirà il nostro terzo titolo: Pashazade, di Jon Courtenay Grimwood, un thriller ambientato in un'Alessandria d'Egitto del prossimo futuro, dove il fascino dell'ambientazione nordafricana (l'autore ha vissuto per parecchio tempo da quelle parti) si unisce all'irresistibile carisma di uno dei personaggi più interessanti ci sia capitato di incontrare in tanti anni di letture. Siamo convinti che Ashraf al-Mansur non vi lascierà indifferenti. Pashazade è il primo romanzo della trilogia arabesca composta da Grimwood, trilogia che si completerà con l'uscita di Effendi e Felaheen. I tre romanzi sono autoconclusivi, e seguono le vicende di Ashraf Bey in tre momenti diversi della sua permanenza in Nordafrica. Pashazade, Effendi e Felaheen sono stati candidati ad alcuni dei più prestigiosi premi (Arthur C. Clarke, BSFA, John W. Campbell, British Fantasy Award) e in un caso hanno vinto il titolo di miglior romanzo dell'anno pubblicato in Gran Bretagna.
Nell'ottica di coinvolgere il nostro pubblico e realizzare quindi il miglior lavoro possibile anche con questo romanzo, a giorni debutterà il nostro primo esperimento di crowdfunding. Abbiamo deciso di percorrere questa strada, piuttosto nuova per l'editoria nostrana, per sondare le possibilità di uno strumento che altrove sembra stia dando ottimi risultati. I segnali in rete sono incoraggianti, speriamo che alle buone intenzioni espresse da più parti seguano i fatti. Anche per questo progetto vi rimandiamo comunque a un apposito articolo che uscirà nei prossimi giorni.

Stross_HaltingStateI titoli che seguiranno alla pubblicazione di Pashazade manterranno ben fermo in Europa il baricentro della casa editrice. Il programma futuro di Zona 42 prevede infatti la pubblicazione di Halting State di Charles Stross, un autore che crediamo non abbia bisogno di presentazioni, e quindi quella del nostro primo romanzo di fantascienza italiana. Per il momento preferiamo non rivelare le date di uscita delle due opere, sappiate però che arriveranno entrambe nella prima metà del prossimo anno, se non prima.

Per quanto riguarda i desiderata su cui ci è capitato di confrontarci con qualche lettore in rete o in giro per convention, dobbiamo purtoppo dire che abbiamo perso la gara per Ancillary Justice: Ann Leckie ha preferito affidare il suo romanzo a un editore sulla piazza da parecchi anni più di noi. Se ci dispiace non riuscire a proporre ai nostri lettori un romanzo simile, siamo comunque lieti che qualcosa si stia muovendo nell'asfittico panorama fantascientifico nazionale, che a sentir gli agenti era da un po' che non si assisteva a una gara per un titolo del genere.

Se anche non pubblicheremo il titolo della Leckie, ci rimane comunque l'imbarazzo della scelta per decidere cosa portare in Italia tra tutti i romanzi di qualità usciti all'estero negli ultimi decenni. Noi abbiamo tutte le intenzioni di continuare come abbiamo fatto finora, mettendoci tutta la passione e la competenza possibile.
Voi continuate a seguirci, che insieme ne vedremo delle belle.