18 novembre 2010

Noi siamo le storie che ci raccontiamo


Picture by Iguana Jo.
Segnalo questa discussione in coda a un post di Malpertuis. Si parte dalla critica al maschilismo tuttora imperante in molto nel cosiddetto cinema indipendente americano, per poi cercare di stabilire se, e come, il cinema influenzi il clima culturale circostante e se sia compito del critico riconoscere i potenziali rischi ideologici che la data opera porta con se - consapevolmente o meno. Niente di nuovo, ma è sorprendente come certe cose che do quasi per scontate, per altre persone non lo siano per nulla.

10 commenti:

  1. :) Anche a me. Trovo però che siamo riusciti a spiegarci, con chi la pensa in maniera diversa da noi, in modo egregio, senza scazzare e flammare, e ne sono molto contento.

    Pensa che in alcuni forum/blog tempo fa è sorta anche la questione del maschilismo di Warcraft o meglio, del maschilismo di certi giocatori di Warcraft, visto che il gioco in sé mi pare per ora assai paritario...

    RispondiElimina
  2. Stavo pensando a questa cosa del maschilismo di Warcraft e in effetti, beh… c'è da dire che se il gioco non è maschilista è comunque declinato al maschile. Se non altro per il semplice motivo che i comportamenti premiati appartengono storicamente al maschio della specie: uccidere e fare soldi.

    Detto questo è pur vero che i ruoli sono egualmente ditribuiti tra i due sessi, e che non c'è una disparità di trattamento una volta scelto uno o l'altro.
    Ma l'iconografia del gioco è comunque la solita condivisa da pressoché tutto il fantasy: cosce nude e grandi tette per lei, bicipiti e sguardi corrucciati per lui, e da questo cliché non si esce nemmeno qundo i caratteri sessuali secondari sono zanne e orecchie, corna e occhiaie…

    Su pregi e difetti dei giocatori non c'è da dilungarsi. Sono gli stessi riscontrabili tra i non-giocatori.

    RispondiElimina
  3. Da giocatore di ruolo, mi permetto qualche considerazione.

    L'hobby (parlo del GDR cartaceo) nasce come intrattenimento maschile, ed ha tutte le caratteristiche prevedibili - dalle vecchie copertine di Elmore con le elfe poppute fino alle vampire sexy della White Wolf.
    In realtà da anni al tavolo del gioco di ruolo medio il rapporto è 3:2 fra maschi e femmine.
    E se posso permettermi una osservazione, di solito le giocatrici, anche interpretando personaggi femminili, sono fra le più violente e prive di scrupoli (ove il gioco lo consenta).
    Non so se si tratti di un carattere mutuato dal gioco (siamo barbari, e allora via alla barbarie!, per dire) o se si tratti di uno di quei casi in cui, mancando fremi e convenzioni sociali, le signore possono dare libero sfogo a certi caratteri socialmente scoraggiati nella vita reale.

    A livello di regole (e credo che questo valga anche per i giochi online) ormai difficilmente giocare in un ruolo maschile o femminile comporta una maggiore forza o debolezza del personaggio - nessun ruleset prevede più un limite alla forza dei personaggi femminili, per dire (una volta capitava).
    Si tratta quasi esclusivamente di una scelta estetica.

    Aggiungo, e poi torno ad opprimere i miei schiavi che stanno raccogliendo il cotone, che molti degli isterismi sul maschilismo dei giochi derivano di solito da osservatori esterni che non hanno mai speso un'ora al tavolo o alla consolle. A prova di ciò, costoro spesso si concentrano su elementi superficiali, mancando magari i veri problemi (e sui reali elementi positivi!), che sono più profondi.

    Si son sentite le stesse cose sulla violenza, sul satanismo ed il paganesimo e decine di altre fisime in campo ludico.

    RispondiElimina
  4. Il link nel post è farlocco mi sembra.

    RispondiElimina
  5. Grazie per la segnalazione Giovanni, ora il collegamento a Malpertuis dovrebbe funzionare correttamente.


    @ Davide: credo che parlare di maschilismo riferito al gioco di ruolo sia davvero come parlare del sesso degli angeli.
    Dopotutto il gdr assume la forma dei suoi giocatori, e non credo che la relazione sia reciproca.

    Secondo me si può invece parlare di approcci più o meno condivisibili nel caso di giochi on-line come World of Warcraft perchè la struttura è più solida e meno adattabile di quella di qualsiasi gdr, con i giocatori in un ruolo comunque passivo rispetto al mondo che li circonda.

    RispondiElimina
  6. Sesso degli angeli fino a un certo punto...
    Pare che qualche bempensante abbia trovato da eccepire sull'ottimo (e gratuito) Savage Sword of Conan, perché fra le molte tabelle ridicole, offre anche la tabella "Whenching" (andare a donne) - pur trattandosi solo di una serie di possibili complicazioni per i momenti di pausa nel gioco (scoppia una rissa, ti fai unnemico etc...)
    C'è gente che si prende troppo suls erio.

    Sui MMORPG...
    "Ruolo pasivo" nel senso che le tue scelte sono limitate?
    Io (ma la mia esperienza è limitata) quell'impressione l'ho avuta - nel senso che la possibilità di parlamentare, di giocarla d'astuzia, di seguire una linea alternativa al combattimento, mi paiono poco frequentate - è tutto molto testosteronico.
    Ma non saprei dire se si tratti di come il gioco è progettato, o semplicemente di una scelta conrtingente data dalla maggioranza (se il 75% ragiona con l'ascia, il restante 25% ha poco da parlamentare...)

    Se poi il gioco ti dà solo l'opzione di giocare bonazze quando selezioni personaggi femminili... mah.

    RispondiElimina
  7. World of Warcraft in realtà, specie quando si gioca a livelli medio-elevati, forza comportamenti diversificati.
    Nei raid e nelle istance toste non è possibile entrare con l'ascia e spaccare tutto, comporta un fallimento sicuro.
    Serve coordinamento (quindi vengono esaltate capacità gestionali), serve qualcuno che abbia foglia di richiamare su di sé l'attenzione dei mob, subendo quindi un sacco di botte senza darne e preoccupandosi che nessun altro del suo gruppo le pigli, serve qualcuno (altro comportamento non propriamente visto come "maschile") che si preoccupi quasi solo di curare chi subisce danni, è meglio se ci sono personaggi specializzati nell'aprire serrature ecc ecc.
    Senza contare poi tutte le soluzioni alternative al dungeon classico (pvp, raid, mestieri vari, esplorazioni di tutti i tipi, gare di pesca, achievement diplomatici fra le varie fazioni...) che offrono, per quanto possibile per un mmorpg (ovvero, ovviamente, meno che un gdr, ma il meno viene recuperato in altri campi) una vastità e una profondità mai viste prima.

    I problemi arrivano appunto con i giocatori coglionazzi (che però si possono filtrare, grazie a Cthulhu), che hanno sparate assurde.
    Per loro le ragazze che giocano a Wow sono "scarse" o, per dire, i maghi che per forza di cose non possono andare a contatto sono "gay", modalità di offesa assurde che però spuntano di quando in quando, sebbene la comunità, vista la natura del gioco, sia spesso collaborativa e matura...

    RispondiElimina
  8. Ho appena finito di leggere un libro affascinante sulle differenze di genere, chiamato "Delusions of Gender" che da' un'idea di dove si situa nel dibattito.

    Ci sono una tonnellata di esperimenti psicologici che provano come anche solo chiedere di che sesso e' il rispondente prima di un questionario modifichi i risultati, quindi non e' tanto WoW il problema. Anzi, e' possibile che dire che tanto i giocatori di giochi di ruolo sono per forza maschi, o dire che la violenza e la guerra sono cose da maschi, sia altrettanto pericoloso e abbia altrettanta influenza sulla societa'. Non lo dico per criticare: semplicemente, i pregiudizi sono talmente universali, sottili, e accettati acriticamente, che viene da gettare la spugna prima ancora di cominciare a discutere.

    :-(

    RispondiElimina
  9. Il mio esperimento preferito è quello strafamoso del neonato: si lascia il soggetto in compagnia di un/a bambino/a piccolissimo/a dicendo solo "questo è Matteo" oppure "questa è Cecilia", variando il sesso ma non il bambino. E se è Matteo tutti i soggetti adulti - uomini e donne, indifferentemente - se lo coccolano dicendo quanto sei forte, se invece diventa Ceclia ma quanto sei bella.

    RispondiElimina
  10. @ Davide: non sono un esperto di MMORPG, gioco a World of Warcraft da appena un paio di settimane (maledetto Elvezio!), ma l'impressione è quella. Però il lati positivi citati da Elvezio nel commento sono tangibili.
    Detto in altre parole, non credo che la struttura del gioco determini una qualche deriva maschilista, tutto sta nell'approccio dei giocatori. In ogni caso WoW è davvero divertente.
    (E no, il gioco NON ti da "solo l'opzione di giocare bonazze quando selezioni personaggi femminili", la scelta in questo senso è abbastanza variegata. Paradossalmente mi pare molto più vincolata a canoni fissi - almeno per le apparenze estetiche/caratteri sessuali secondari - la scelta dei personaggi maschili.)

    @ Elvezio: io comunque continuo a chiedermi qual è la caratteristica che determina un coinvolgimento così pieno nel mondo del gioco. Se è solo la sindrome pavloviana missione /ricompensa o se c'è qualcosa di più profondo. Mah…
    Nel frattempo salgo ancora qualche livello… :-)

    @ Anna; temo che a voler entrare troppo in profondità nel discorso si rischino davvero di perdere le coordinate minime per collocare il dibattito sul genere sessuale nella giusta prospettiva. Che a me pare ci sia molto forte il rischio di avvitarsi su se stessi e perdere poi la presa sulla realtà dei comportamenti dei singoli individui, che è vero, sono tutti dettati dal pregiudizio, ma non è che il pregiudizio in quanto tale sia per forza un fattore negativo. A volte è semplice strategia di sopravvivenza.
    BTW non credo che dire, come dicevo sopra, che "uccidere e fare soldi" sono storicamente attività prettamente maschili sia un pregiudizio. A me sembra un fatto comprovato, ma oh… se mi sbaglio correggetemi.

    @ Giovanni: Sai che nella mia esperienza le cose non vanno così? I neonati presi singolarmente qua son tutti indistintamente "belli" (che siano maschi o femmine).
    Le differenze grosse, ENORMi, le vedi solo quando i bambini vengono mescolati, che ogni singolo dettaglio della loro esistenza sociale è sessualmente preindirizzato. Ed è difficilissimo, se non impossibile, evitarlo.

    RispondiElimina