01 marzo 2012

Una Ritmo, tanti anni fa

Questo post è dedicato a Lady Simmons, che mi ha fatto ricordare un viaggio, un secolo fa. 

Io, Paolo e Claudio, in versione selvatica scozzese.
Non ho mai avuto particolare passione per alcun modello di automobile, ma ricordo bene come la Ritmo fosse brutta in maniera specifica e particolare. Era la macchina del mio migliore amico, e noi lo pigliavamo in giro per i coprisedili pelosi e il volante ricoperto. La Ritmo era dei suoi genitori e all'epoca una delle  poche automobili a disposizione nel gruppo dei miei amici modenesi.
Era la seconda metà degli anni '80, io ero a Modena da poco. Non avevo la macchina, per spostarmi usavo autobus, bicicletta (quando i coinquilini non se la facevano fregare) e i passaggi degli amici.
Non ricordo com'è nata l'idea, ma nell'estate dell'89 abbiamo deciso di andare in Scozia. La macchina scelta per l'avventura era, ovviamente, la Ritmo di Claudio (non è che ci fosse poi molta scelta).
Il viaggio è stato fantastico, una di quelle esperienze che poi ti ricordi finché campi. Non vi sto ad annoiare con le tappe specifiche, gli aneddoti, gli scazzi e i ricordi, ma visto che si parla di Ritmo, ecco un piccolo siparietto comico nato da un incontro casuale lungo la strada.



Eravamo sull'isola di Lewis, nelle Ebridi Esterne, in una stradina fuori dal mondo, persi tra pecore, torbiere e spiagge deserte. La visione di una Ritmo rossa, identica a quella di Claudio (quante probabilità c'erano di incontrare una Fiat dello stesso modello e colore a quelle latitudini?) abbandonata in uno spiazzo nel bel mezzo del nulla ci ha costretti a fermarci, mettere mano a cacciavite e macchina fotografica per immortalare l'evento.
Poi siamo ripartiti, ma se mi capita di pensare a quei tempi, al tempo trascorso con gli amici in giro con quella macchina, beh… è a quella Ritmo rossa abbandonata in Scozia che penso, non a quella pelosa, accogliente e ordinaria del mio amico.

30 commenti:

  1. Roba da racconto di fantascienza, un'altra auto da un mondo diverso da questo dove le cose in quel viaggio si sono svolte diversamente.

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    1. Non fosse stato per la guida a destra, il dubbio di aver dato un'occhiata a una linea temporale alternativa c'era venuto anche a noi.
      I brividi sono stati nascosti dalle risate.

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  2. Il mio scrigno dei ricordi è diviso in due: una Renault5 celeste di un mio amico, e la mia 500 classica con sportelli controvento targata 37000. in realtà ne avevamo due di 500 così. Mio padre, con la sua, ci andò all'Oktober Fest con altri tre amici. E chi non è mai salito in una macchina così, dietro, soprattutto dal lato della marmitta, non può sapere cosa significhi.

    Alberto

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    1. A proposito di vecchie 500, mi fai tornare in mente quella di mia madre, che per farla partire in inverno usava un bastone che infilava non son bene dove nel motore…

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  3. Mondo piccolo questo. Avevo una Ritmo D CL, ci sono andato a spasso tra Germania, Francia, Belgio e Olanda una vita fa. Non era poi così male, fino a quando aveva una goccia di nafta, una d’olio e una d’acqua andava in maniera indefessa su qualsiasi terreno, neve compresa. Per una serie di circostanze che non interessa a nessuno era targata Napoli, il che mi ha fatto avere esperienze buffe a non finire.

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    1. E poi? Cosa ne hai fatto?

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    2. In effetti la Ritmo di Claudio non c'ha mai lasciato a piedi ma, non so se a causa sua, ogni volta che attraversavamo una frontiera ci fermavano per perquisirci (io mi ricordo bene Kufstein dove c'hanno fatto svuotare tutto il bagagliaio più di una volta…).

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    3. @Lady Simmons
      La Ritmo l'ho rottamata, ha avuto la peggio in un incidente che avrebbe schiantato una vattura meno solida.

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    4. ...perchè non ti ricordi come andavi conciato. Anche se sotto sotto tra noi eri probabilmente la persona più seria, dall'aspetto sembravi sempre appena tornato dall'India reduce da un mese di canne...Pertanto se ci perquisivano era sicuramente a causa tua :-))

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  4. Marcello Mori1 marzo 2012 19:32

    Bella storia, a proposito di bici rubate a Modena, io sono a quota tre.

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    1. Due, e un motorino, che chi se l'è fregato m'ha fatto un favore.

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  5. Ti ringrazio tantissimo per l'inaspettato post dedicato!
    E' una storia bellissima che ha del "weird" per dirla alla scozzese...!
    Effettivamente non c'era mezza possibilità di incontrare un'altra Ritmo in Scozia, rossa, come la vostra.
    Sicuramente linea temporale sfasata o universo parallelo, ipotesi che mi piace di più!
    Potresti venire a Torino e partecipare! Oppure ti mando delle splendide foto, magari i tuoi amici (a proposito, foto incredibilmente rock n'roll sembrate una band) vedendole si commuovono...!
    Grazie ancora!

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    1. Grazie a te per l'ispirazione! :-)

      'mo vedo se riesco a recuperare io una vecchia foto di quel viaggio, che se non ricordo male faceva molto "on the road"…

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  6. e comunque: confermo e sottoscrivo la frase "E chi non è mai salito in una macchina così, dietro, soprattutto dal lato della marmitta, non può sapere cosa significhi".

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  7. Bel post. In passato si è parlato di quanto è bello viaggiare da soli, ma ho grandissimi ricordi anche dei viaggi fatti con gli amici in auto (che son diversi, tra Spagna, Estonia, Svezia e Paesi dell'Est). In realtà son viaggi estenuanti, ma alla fin fine, tanto per dire una banalità, son tra quelli che ti rimangono di più. Scazzi e aneddoti compresi, ovviamente.

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    1. Già.
      Non ne ho fatti molti che - almeno nel mio caso (sì, lo so, son davvero peso!) - la compagnia dev'essere sceltissima, però i ricordi, ah…

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  8. Che bella sorpresa, Giorgio. Ricordo anch'io quel viaggio con un misto di nostalgia ed affetto per quei ragazzi che si vedono nelle foto (ma siamo veramente noi?). Forse non ci crederai ma Paolo è ancora esattamente così! Ti ricordi che mio padre teneva a quella macchina più che a me, e quando simao partiti aveva l'espressione di uno che saluta una persona cara per l'ultima volta? Mi ricordo che quando gli ho fatto vedere la foto per la prima volta, gli avevo detto che la macchina si era rovesciata, e per questo si era ridotta così; poi avevamo trovato un carrozzaio che l'aveva messa a posto, al quale bisognava poi mandare i soldi. Ovviamente ha capito subito che era una cazzata, ma per una frazione di secondo, prima che realizzasse, ho visto nei suoi occhi il TERRORE PURO!!!
    Comunque grazie per questo omaggio alla mitica ritmo rossa, e a quei ragazzi!

    Claudio

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    1. Claudio!!!
      Oh… ma a leggerti sembri un vecchio pantofolaio!
      Non siamo poi così anziani, su!
      Voglio dire, io partirei anche domani, e in foto non verrei nemmeno così male (che nel frattempo ho imparato a usare photohop :-)).

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    2. ...lo sono un vecchio pantofolaio, e ne vado anche orgoglioso :-)

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    3. …a questo siamo arrivati, 'zz!

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  9. Ho proprio letto di recente un racconto su esperimenti con gli universi paralleli nelle zone isolate del Regno Unito negli anni ottanta. Penso che i vostri doppi dall'universo in cui la guida a destra è diffusa sul continente abbiano fatto una brutta fine.

    Io ho rivisto ieri l'altro un amico con cui avevo vagabondato per l'Europa (dall'Austria alla Svezia) ma questi sposati con figli, chi li schioda dalla famigliola ora? ;)

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    1. Dovrai aspettare la crisi di mezza età ^___^

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    2. Ahò Marco! Io son pronto a partire quando vuoi, sol che si riesca conciliare l'aspetto economico e quello logistico…

      (anche se temo che ora come ora al massimo potrei proporre agli amici una bella camminata di un paio di giorni tra i monti, oh… se vuoi, se volete, venire, siete i benvenuti!)

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  10. I viaggi in auto sono i più belli proprio per gli imprevisti che possono capitare. La destinazione stessa è il viaggio, l'itinerare, il trovarsi con altri gaglioffi a risolvere cose strane tipo il serbatoio che straripa, nessun pezzo di ricambio etc etc.
    Dico gaglioffi perchè le donne che conosco non sono affatto "on the road"

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    1. Io son stato fortunato che con Annalisa abbiamo girato parecchio.

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  11. Sembra ieri ma in effetti è un passato un secolo...Uno dei tuoi coinquilini, a quei tempi, di bici se n'era fatte rubare un paio ed invece di unirsi a voi per il giro in Scozia, aveva preferito frequentare a Londra uno di quei soliti corsi d'inglese rubasoldi e continuare così a correre dietro ad una bionda modenese di cui si era invaghito. In una delle vostre tappe, sicuramente non degne di essere ricordate, avete avuto anche la benevolenza di andarlo a trovare e cercarlo di salvare(come abbiate fatto poi ad incontravi in giro per Londra puntualmente senza i cellulari rimane un mistero) ... Do you remember iguana ?

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    1. Massimo!
      Bello leggerti qui dentro.
      Mannaggia a te e alle bionde!
      Per quel che riguarda Londra, e gli appuntamenti alla cieca senza esserci mai stati prima, mi tocca ricordarti la dotazione standard di superpoteri di cui son stato dotato dalla mascita, oppure facciamo finta di nulla e diamo il merito al destino e alla fortuna? :-)

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    2. Vedo che non hai fatto tanta fatica a riconoscere il mittente... E' vero! Ricordo che eri praticamente un "navigatore vivente" mentre davi le istruzioni a Paolo girando per la città, nonostante la guida a sinistra.... Ascolta un po'... Prima che l'autunno anagrafico si avvicini troppo, cerca di convincere Claudio a togliere le pantofole e ..."ricompattiamo la banda" . Per quanto mi riguarda, avendo smesso di correre dietro alle bionde già da un pezzo, sarei un po' più concentrato.
      Massimo

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    3. Claudio c'ha il culo pesante, la pantofola fissa, e un capo a cui non può proprio dire di no.

      Mi sa che ormai ce lo siamo giocato…

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