30 dicembre 2005

Un anno di libri (e qualche film)



Come sono solito fare ormai da qualche anno, ecco di seguito le classifiche delle migliori letture di questo 2005, con in più la segnalazione di qualche film.
Visto che per me è la prima volta sul blog val la pena ricordare che quelli che seguono sono titoli che m'è capitato di leggere durante l'anno che sta per finire, non sono quindi libri usciti necessariamente quest'anno. Idem per i film, con l'ulteriore annotazione che anche quest'anno i film che ho visto sono decisamente pochi, molti meno di quelli che mi sarebbe piaciuto vedere.



Ogni ulteriore classifica, nota, critica o giudizio è più che benevenuto.

Ma bando alle ciance, ecco i titoli:

Migliori letture del 2005 - classifica assoluta (a parte il primo gli altri sono da considerarsi a pari-merito)
La messa dell'uomo disarmato - Un romanzo sulla resistenza di Luisito Bianchi
L'opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers
River of Gods di Ian McDonald
Tramonto e polvere di Joe R. Lansdale
Infinite Jest di David Foster Wallace

Migliori letture del 2005 - letteratura di genere
River of Gods di Ian McDonald
La quinta testa di Cerbero di Gene Wolfe
The Player of Games (l'Impero di Azad) di Iain M. Banks
Il paese della menzogna di Christopher Brookmyre
Rumble Tumble di Joe R. Lansdale

Visioni memorabili del 2005
Good Night and Good Luck di George Clooney
Moebius di Gustavo Mosquera R.
Lost in translation di Sofia Coppola
Ferro 3 di Kim Ki-duk

Link alla classifica 2004

Link alla classifica 2003

28 dicembre 2005

Buon compleanno Andrea


Andrea
Originally uploaded by Iguana Jo.
Oggi mio fratello Andrea avrebbe compiuto 35 anni.

Ma Andrea se n'è andato. Cinque anni fa una tempesta se l'è portato via mentre tornava da Silvia e Matteo dopo una giornata di lavoro. Un incidente tanto ridicolo e incredibile quanto tragico: un ramo spezzato dal vento è precipitato sulla sua automobile. Un istante prima, un istante dopo, e non sarebbe successo nulla.

Il tempo aiuta a stemperare la rabbia e il dolore, rimangono la nostalgia, la memoria.
A me piace ricordarlo così, sorridente e soddisfatto, com'era nella sua vita.

Buon compleanno fratellino.

22 dicembre 2005

Born in the sixties


Strummerville
Originally uploaded by Iguana Jo.
Questo è per chi è nato negli anni sessanta.
Per chi non è più in forma ormai da un pezzo (o anche solo da ieri pomeriggio), per chi nel frattempo ha perso i capelli (o li sta ancora vedendo cadere), per chi non c'ha più le tette di una volta, per chi ha magari messo su famiglia, per chi lavora, lavora, lavora (e cazzo, lavorare stanca, lo vuoi capire!?).
Bene, ci siete?
Andate a cercare quel vecchio disco/cassetta/cd, sì, proprio quello che inizia con "He's in love with rock'n'roll woaahh (ma va bene anche se inizia con "London calling to the faraway towns"). Accendete lo stereo (lo so che ormai è in silenzio da un po', ma vedrete che funziona ancora), alzate il volume a manetta, ormai è fatta.

Finito il disco? Ok. Spegnete 'sto cazzo di computer e uscite. C'è un mondo da cambiare, la fuori.

(o da mandare a farsi fottere, come minimo).


...e sì. Oggi il buon vecchio Strummer mi manca un po' più del solito.

21 dicembre 2005

...è più prosa che poesia.


Peaceful thinking
Originally uploaded by Iguana Jo.
Ok. Parliamo del natale.
Perché diciamocelo, parlare del natale serve soprattutto ad esorcizzarlo, che arrivati al 21 del mese ormai non se ne può già più.

Oh, non fraintendetemi.
Il natale è una bella cosa: si sta a casa dal lavoro, si vedono i parenti, i bambini aspettano i regali, ...altro? Ah sì. si mangiano i tortellini di mia suocera. E poi? Poi è finito, e ci si può immergere in quell'altro incubo, "cosa fai l'ultimo dell'anno?".

Non sono religioso, non mi frega nulla del vortice consumista, non mi interessa l'albero e men che meno il presepe. Credo che l'obbligo dei regali sia un'inutile vessazione (che i regali si fanno se si ha voglia di farli, e non così, che che tu abbia voglia o meno ti tocca e non rompere).

E poi vogliamo parlare della fantomatica atmosfera natalizia? Che non si vede in giro tanta gente esaurita come nella settimana che precede il lieto evento. Che basta andare a comprare un litro di latte al supermercato che devi essere pronto alla rissa per la fila alla cassa, che sembra che improvvisamente i parcheggi siano l'ultima trincea, da arrivarci a manetta, minacciare i dintorni con sguardi infuocati e da abbandonare solo a prezzo della vita, che inizi ad odiare tutti, amici o parenti che siano, solo perché ti obbligano a trovargli il regalo giusto.
E allora io dico no, grazie. Ci rinuncio. E il mio natale ritorna ad essere quello che dicevo sopra: a casa dal lavoro, riunioni di famiglia, bimbi contenti e tortellini.

E il resto?

Beh... il resto se lo cucca Annalisa, che invece per quel Natale c'è tagliata molto più di me.
Sono un uomo fortunato, eh!?

19 dicembre 2005

A che temperatura brucia la carta?


Originally uploaded by Aelle.
Dovevo scrivere un interessantissimo post su Farenheit 451, su Cronache Marziane, su Ray Bradbury. Su come alcuni libri invecchino bene, su come non sempre accada lo stesso ai loro autori. Sul timore che si prova a riprendere in mano un libro che tanto ci era piaciuto vent'anni prima. Sulla paura di rovinare il ricordo, di veder sparire la magia che un buon libro è sempre in grado di creare.
Dovevo farlo, con calma, ragionandoci per bene sopra, ne sarebbe venuto fuori il post perfetto.
Ma qui mi mettono fretta...
E allora quello che posso scrivere è che vincendo i timori di cui sopra ho riletto da poco Cronache Marziane e Farenheit 451.
Sebbene consideri il primo l'opera migliore di Bradbury devo ammettere che anche F451 ha retto benissimo il passaggio del tempo. Alcune intuizioni del suo autore rimangono tuttora attualissime (penso alla pubblicità invasiva, alle soap-opera, alla paura come forma di controllo). Ma anche il segugio non è male, senza citare quelli che sono ovviamente i temi fondamentali del romanzo, l'amore per i libri, l'evoluzione dl protagonista. E il formidabile (per quanto incredibile) finale. (Se foste interessati qui potete leggere qualche mia nota sul film che ne ha tratto Truffaut).

Purtroppo per Bradbury (o meglio purtroppo per me, che m'è capitato di leggerlo), le sue cose successive non sono all'altezza delle sue prime opere. Forte del ricordo dei molti racconti letti in tenera età ho preso in libreria Il grande mondo laggiù (un'antologia di racconti scritti dai '60 in avanti) beh... dire che non mi ha fatto impazzire è un eufemismo. Quello che più di tutto m'ha deluso è il livello di melensaggine, melodramma e perbenismo che condisce molti dei racconti. Quella specie di lirismo andato a male che sa di retorica spiccia e sruffianamento del lettore.
Sì, proprio il famoso lirismo di Bradbury, il suo marchio di fabbrica insomma, ciò che rendeva immediatamente riconoscibili le sue storie fantascientifiche in mezzo alla vasta produzione di quegli anni. Perché è assolutamente vero, in F451 e ancor di più nelle Cronache, 'sto lirismo bradburesco c'era già, ma non era fine a se stesso: al di sotto della patina lirica c'erano delle idee, e delle storie che se anche viaggiavano sul filo sottile della retorica riuscivano a far breccia e a saltar fuori dalle pagine del libro.

Quindi: leggetevi Bradbury, Le Cronache Marziane e Farenheit 451 sono due capolavori, due dei pochi libri di fantascienza scritti negli anni '50 che reggano meravigliosamente gli anni passati. Dopo di che dimenticatevi di lui, e cercate magari qualcosa di Ian McDonald, che tra gli autori attuali è forse quello che più ricorda l'autore americano, senza la sua retorica e con in più un gran senso dell'umorismo praticamente assente nel buon Ray.

16 dicembre 2005

Sarà vera gloria?


South Harris Landscape
Originally uploaded by Iguana Jo.
Dunque, ieri ho postato su flickr la foto che vedete. Stamattina arrivando al lavoro sono andato come sempre a dare un'occhiata alla situazione: nuovi commenti / favorite / viste. Chi è su flickr lo sa. È una droga...

Beh... sono rimasto basito. Dopo nemmeno un giorno sono già attorno alle 250 viste / 37 favorite / 26 commenti. È imbarazzante. Davvero, non sto qua a tirarmela. La foto è bella, piace anche a me, ci mancherebbe.
Ma non è il tipo di foto che mi piace andare a commentare in giro. Non è il tipo di foto che mi entusiasma, che mi fa strappare degli ohhhh di meraviglia. In definitiva è una foto normale di un gran bel posto. Mi viene da dire, no, guardate, vi state sbagliando. Con tutte le foto fantastiche che ci sono in giro, perché state a perder tempo con questa? Dai, mi state prendendo in giro?

O forse è solo un effetto volano (che però qualcuno mi dovrebbe spiegare come funziona davvero): quando la foto raggiunge un certo grado di visibilità, perché magari capita sull'explore, attira automaticamente spettatori come mosconi.
Oh, è bello, mica mi sto a lamentare perché ricevo tante visite. Ricevere tanti commenti, vedere tante persone scegliere la tua foto è una gran soddisfazione. Ma a me in fondo rimane un sentore leggermente amarognolo, e non so neppure perché...

15 dicembre 2005

Non ci sono.


Low low pressure
Originally uploaded by Iguana Jo.
Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei non esserci. Non c'è niente di sbagliato, ma tutto è un po' fuori registro. Sarà che questa settimana è abbastanza lofi al lavoro, sarà lo scazzo pre-natalizio (magari intitolerò uno dei prossimi post "di me e del natale: una storia senza futuro" seeee proprio...), sarà che avrei voglia di farmi una passeggiata nel bosco piuttosto che prender su e andare a chiudermi al lavoro e tornare a casa che è già notte...

Vabbe', passerà, fortunatamente sono allergico alla depressione. Piuttosto mi sale l'incazzo: non sarò una grande compagnia ma almeno sopravvivo.
..e per fortuna che c'è il blog di Lui a tirarmi su il morale.

14 dicembre 2005

Ancora sulla pena di morte

A proposito delle reazioni seguite al barbaro omicidio di Stanley Tookie Williams, sulla pagina che Jan Sol Partre ha dedicato al suo ricordo è nata una piccola discussione riguardo l'opportunità e il clamore che questo caso specifco ha suscitato nei media rispetto all'allarmante (e pressochè ignorata) problematica della pena di morte nel resto del mondo.
Questa è la mia personale opinione al riguardo.


Prova a considerare a cosa più in generale. Qual'è una delle reazioni più comuni che suscitano chessò, i banchetti per la raccolta delle firme? (qualunque banchetto può andar bene)
"Ma non c'hanno niente di meglio da fare?" "Ma non ci sono problemi più importanti?" "Con tutti i casini che ci sono al mondo dovrebbero invece occuparsi di (mettere la causa fondamentale per risolvere IL problema del pianeta)?"
Sposando questo principio si evita di fare qualsiasi cosa, perché tanto c'è sempre qualcosa che meriterebbe maggiore attenzione, uno sforzo migliore.
Per questo motivo non ha per me il minimo senso criticare chi qualcosa lo fa, per quanto minimo questo qualcosa sia. Se tu ritieni ci siano cause più importanti per cui sbattersi prego, accomodati, ma non venire a fare la morale a me per quel poco, pochissimo che sto facendo. Per favore.

Riguardo al caso simbolo.
Cos'è che ti spinge a prendere posizione contro la pena di morte? Qual'è il tuo scopo? Esprimere un assoluto morale o cercare di ottenere qualche risultato? Immagino che siano entrambi (per me sono entrambi). Secondo te è più probabile che la protesta, il parlarne, il cercare di sensibilizzare al problema, sia recepito di più in una nazione democratica o da un regime fascista? Dov'è che la tua azione ha più possibilità di raggiungere un obiettivo? In che modo lo raggiungi? A mio avviso un qualche risultato lo si potrà ottenere solo raggiungendo una massa critica di consenso che può nascere solo sulla base di un caso simbolo. Questo credo, e su questa base prendo posizione.
Che dichiararsi contro la pena di morte in Cina o a Cuba o negli Emirati Arabi è senz'altro giusto e doveroso. Lottare perché venga abolita ovunque è una cosa che condivido appieno. Semplicemente non credo che il mio piccolo sforzo possa avere alcun risultato in quei paesi (cosa che invece le pressioni politico/economiche potrebbero benissimo ottenere, p. es.).
Ma come dicevo sopra sono ben felice di vedere persone che per queste cose si sforzano, lavorano si impegnano molto più di me.

(già che ci sono metto il link alle pagine italiane di AI , che per chi frequenta queste pagine e legge la nostra piccola discussione sono più facilmente consultabili)

13 dicembre 2005

Un altro morto ammazzato.


Originally uploaded by gianita.
Uno stato civile ammazza i suoi cittadini?

Stamattina Stanley Tookie Williams è stato ucciso in California.
"Ci sono voluti 22 minuti, dopo l'iniezione letale, prima che Stanley Tookie Williams morisse. Lo hanno riferito i testimoni, durante una conferenza stampa tenuta nel carcere di San Quentin (in California). I testimoni hanno descritto la difficoltà del medico, che non riusciva a infilare l'ago nel braccio destro, hanno riferito che Williams "ha lasciato che facessero, senza opporre nessuna resistenza", e il tentativo dell'uomo di rimanere vigile fino alla fine, guardando i presenti e soprattutto le persone che più gli erano vicine." (Da Repubblica.it)

LA BALLATA DEGLI IMPICCATI (F. De Andrè)

Tutti morimmo a stento
Ingoiando l'ultima voce
Tirando calci al vento
Vedemmo sfumar la luce

L'urlo travolse il sole
L'aria divenne stretta
Cristalli di parole
L'ultima bestemmia detta

Prima che fosse finita
Ricordammo a chi vive ancora
Che il prezzo fu la vita
Per il male fatto in un'ora

Poi scivolammo nel gelo
Di una morte senza abbandono
Recitando l'antico credo
Di chi muore senza perdono

Chi derise la nostra sconfitta
E l'estrema vergogna ed il modo
Soffocata da identica stretta
Impari a conoscere il nodo

Chi la terra ci sparse sul'ossa
E riprese tranquillo il cammino
Giunga anch'egli stravolto alla fossa
Con la nebbia del primo mattino

La donna che celò in un sorriso
Il disagio di darci memoria
Ritrovi ogni notte sul viso
Un insulto del tempo e una scoria

Coltiviamo per tutti un rancore
Che ha l'odore del sangue rappreso
Ciò che allora chiamammo dolore
È soltanto un discorso sospeso

“Un omicidio a sangue freddo”

12 dicembre 2005

Elogio dell'iguana

Se credete che in qualche modo questo post riveli le origini dell'Iguana, beh... potete rassegnarvi, la mia bocca è virtualmente cucita. La storia è troppo intima e compromettente per essere rivelata così liberamente, solo a quattr'occhi e davanti a un buon bicchiere ne potrei far cenno. E poi comunque lo sapete... l'Iguana non esiste.

In effetti questo post ha tutt'altro scopo: onorare di un giusto e doveroso tributo una delle bestie più nobili dell'intero orbe terracqueo. L'iguana, senza maiuscole.

La mia teoria è che le iguane siano tra le creature che più si godono la vita su 'sta palla di fango.
Pensateci.
Se è vero che sono sulla terra da qualche milione di anni prima di noi, qualcosa di buono devono pur averlo appreso. Sono tra gli animali più pacifici in giro, tollerano che le si avvicini, ma guai a molestarle, che pacifico non vuol dire indifeso o rassegnato.

E poi le iguane sono belle. Di una loro bellezza primitiva magari. Non si adattano al primo canone estetico che gli si para davanti, ma voglio vedere chi ha il coraggio di dirmi che non hanno un profilo interessante.

Si godono il sole, il mare e la foresta senza mai affrettarsi. A parte mangiare, riprodursi e farsi qualche giretto ogni tanto, non fanno altro che star stese al sole nell'ozio più sfrenato. L'iguana medita ed è felice, ne sono sicuro. Non disturba nessuno e si adatta a tutto. Sta bene con se stessa pur non disdegnando la compagnia dei suoi simili, è solitaria senza essere sola. E vive in alcuni dei posti più interessanti della Terra.

Insomma, l'iguana è l'iguana, mica un quadrupede qualsiasi.

(poscritto ad uso e consumo dei gattofili in ascolto)
Oh... anche i gatti non sono male (e chi lo nega, venite a trovarmi che vi presento i miei bimbi pelosi...) ma alla fine si devono sbattere troppo per trovare da mangiare, vivono nel costante pericolo di essere investiti da una macchina e/o dai bisogni affettivi dei loro depressi padroni e poi, volete mettere il vostro appartamento con una foresta vergine o le Galapagos?
Insomma in confronto alle iguane fanno una vita d'inferno, non credete?

11 dicembre 2005

1000!


Neve notturna
Originally uploaded by Iguana Jo.
Oggi si parla di flick: giusto ieri questa foto del mio stream ha superato le 1000 visite.
Beh... son soddisfazioni a cui non sono abituato.
La foto non è niente male, non c'è che dire, ma il suo successo (almeno rispetto alla media del mio stream) non cessa di stupirmi. Mi piacerebbe davvero sapere cosa ci vede la gente che l'ha selezionata come favorita, le persone che passano a trovarla.
Mi pongo tutti 'sti dubbi perché questa foto non è tra le mie preferite, capisco che possa piacere: c'è la neve, un'atmosfera fiabesca, lo scatto notturno, la composizione cartolinesca... Ma secondo me questa foto rimane un po' freddina (!), non mi suscita chissà quali emozioni, insomma ce ne sono delle altre che mi colpiscono molto di più, a cui sono molto più legato.

Questa foto è stata scattata all'inizio di marzo dopo l'abbondante nevicata che ha imbiancato tutto il modenese. Al tempo non avevo il cavalletto per cui per lo scatto avevo appoggiato la macchina contro un lampione tenendola ben ferma per tutto il tempo necessario ad ottenere una buona esposizione. Le luci che si vedono sono i due lampioni che illuminano il pezzo di strada sterrata dietro casa nostra.
Visto il tipo di illuminazione, la foto originale era completamente virata sui toni del giallo, per ottenere il risultato finale l'ho prima convertita in bianco e nero cercando di bilanciare al meglio i toni del grigio e quindi l'ho passata in due tonalità per dargli quel tono azzurrino nel tentativo di creare un'atmosfera fantastica.

Beh... questo è tutto, alla prossima! :-)

10 dicembre 2005

Robert Sheckley (1928-2005)


Robert Sheckley
Originally uploaded by Locus Magazine.
Ho appena letto la notizia della morte di Robert Sheckley.
Sheckley è stato uno dei primi autori di fantascienza (insieme ad Asimov, Bradbury, Clarke) in cui mi sono imbattuto vagabondando tra gli scaffali della biblioteca di quartiere quando avevo 15/16 anni e il primo che mi ha fatto ridere con la fantascienza. Le sue storie erano piene di ironia, sarcasmo e semplice divertimento.
Mi piace ricordarlo per la serie di racconti incentrati sull'agenzia AAA Asso: non so se quelli siano i suoi racconti migliori (probabilmente no), ma li ricordo ancora come tra i più divertenti che abbia mai letto.
Sheckley ha continuato a scrivere fino alla fine, e se anche le sue ultime opere sono tutto tranne che memorabili a me resterà sempre nella memoria per l'approccio ironico, leggero e disincatato a un genere che tende a prendersi anche troppo sul serio. Addio Bob, e grazie per tutte le tue storie.

Qui trovate un profilo dell'autore e qui una sua bibliografia.

09 dicembre 2005

La fantascienza. Secondo me.


Some kind of light
Originally uploaded by Iguana Jo.
Per iniziare degnamente a postare in questo blog voglio parlare di fantascienza.
Sì, proprio quella cosa con i razzoni, gli omini verdi, i vestiti strani e tutte le altre sciocchezze che nell'immaginario comune caratterizzano il genere.
A me piace la fantascienza. Ma siamo sicuri di intendere la stessa cosa con fantascienza?

Più che una parola fantascienza è un'etichetta. E come tutte le etichette è una soluzione di comodo per riconoscere, classificare, catalogare. Libri in questo caso. Ma anche film volendo, anche se non sempre le etichette sono interscambiali tra media diversi.
Per questa volta parliamo di libri.
Cos'è che caratterizza un libro di fantascienza e lo distingue tra tutti gli altri? Cos'è che caratterizza la sua fantascientificità?
Lo svolgersi nel futuro? Non necessariamente, ci sono moltissime storie che riguardano il passato, i dinosauri magari o il viaggio nella storia o le realtà parallele. C'è tutto un sotto-genere che prende il nome di Storia alternativa, o Ucronia, dedicato a immaginare mondi alternativi rispondendi alla fatidica domanda "cosa sarebbe successo se?...". Per non citare poi la miriade di storie che si svolgono nel presente, o in mondi fuori dal (nostro) tempo.
L'approccio tecnologico? Di nuovo: non necessariamente. Ci sono decine e decine di storie in cui la tecnologia non svolge alcun ruolo, in cui ad impegnare l'autore sono piuttosto gli aspetti sociali, o quelli psichici (penso a Ballard) della realtà in cui sono immersi i propri protagonisti.

Ovviamente non possiamo nemmeno circoscrivere la sf all'avventura spaziale, o all'incontro con strane razza aliene, ai razzoni e agli omini verdi, per intenderci.

Ma allora cos'è che caratterizza la fantascienza? Cosa la rende diversa e riconoscibile nel mare magnum della letteratura?

A me piace pensare che quella fantascientifca sia di fatto l'unica narrativa d'idee.
Quello che contraddistingue la buona fantascienza è la necessità fondamentale, la presenza centrale, di un'idea (che sia tecnologica, culturale, scientifica o sociale poco importa...) che l'autore svilupperà all'interno di una trama esplorandone le potenzialità narrative (ma andando anche oltre, arrivando a volte anche a porre quesiti sociali/etici/filosofici etc etc).
La speculazioine, la discussione, il racconto di un'idea è ciò che caratterizza la fantascienza, quello che la distingue dal resto del panorama letterario. Infatti tutto quello che serve a un'opera mainstream per funzionare, il fulcro su cui ruotano la maggior parte delle storie sono i personaggi, gli ambienti e le loro relazioni.
Questa almeno è la mia sensazione, è condivisibile?

Poi c'è tutto il discorso sullo stile, sull'arte. Ma non mi ci addentro. Non sono capace di fare classifiche sulla base del valore letterario. Certo, di solito la fantascienza non spicca certo per le sue qualità stilistiche (come dicevo sopra sono altre le sue peculiarità), però esistono delle eccezioni, e poi esistono autore importanti che sono caratterizzati da un backgroud fantascientifico.
Ma sul discorso della qualità letteraria, dei rapporti tra letteratura alta e fantascienza vi rimando a questo interessante saggio di Jonathan Lethem (altro grande che è partito dalla fantascienza per confondersi poi nel mainstream letterario, se si può dir così...).

Ecco, in breve questo è quello che penso del genere fantascienza. Non credo la mia sia una definizione esaustiva, ma tra tutto quello che ho letto in giro è certamente quella che mi convince di più.

Se poi avete etichette migliori da appiccicare al genere, bene! Accomodatevi pure, e ditemi come la pensate.

08 dicembre 2005

Un altro blog. Ma se ne sentiva proprio la necessità?

Near the depth, worrying
Originally uploaded by Iguana Jo.
Ovviamente no.
Ma dato che non riesco proprio a star lontano dalla rete e che scrivere è un ottimo modo per chiarirmi i pensieri... ecco anche il blog.

Ma chi voglio prendere in giro? Lo sanno tutti che la colpa è di Lui. Dopo tanto navigare in giro, dopo aver visitato un sacco di blog perché far partire il mio proprio ora?
Perché finalmente ho trovato un blog in cui mi fermo volentieri. Uno spazio accogliente, leggero, brillante, uno spazio che m'ha fatto venir voglia di emularlo, di provarci anch'io. Insomma, non è colpa mia se in giro c'è tanta gente con del talento, con una invidiabile capacità di comunicare.

E poi. E poi una volta c'erano la Mailing List di Fantascienza, c'erano i.c.f. c'erano insomma altri luoghi dove potevo far sentire la mia voce. Oh... quei posti ci sono ancora, e probabilmente non sono nemmeno cambiati troppo nel corso degli anni. Più probabile che sia cambiato io, che alla fine le chiacchiere che si fanno in quei posti le abbia già sentite e che abbia voglia di esplorare nuovi ambienti. Del resto viaggiare, spostarsi, cambiare è fondamentale per sentirsi vivo.
O no?

Beh... per ora vi do il benvenuto. Ci si risente presto.